Ecuador: indigeni negano accordi con il governo

Pubblicato il 11 ottobre 2019 alle 6:20 in America Latina Ecuador

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La Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador (CONAIE) ha negato su Twitter che siano stati raggiunti principi di accordo con il governo guidato da Lenín Moreno, che aveva lasciato intendere che un principio di accordo nel quadro delle misure economiche varate la scorsa settimana, per porre fine alle manifestazioni nel paese, in stato di eccezione ormai da oltre una settimana.

“Data la campagna mediatica con cui veniamo screditati, la diffusione di informazioni false, dannose e decontestualizzate, chiariamo alla nostra base e ai nostri cittadini che non abbiamo negoziato o raggiunto alcun accordo con questo governo repressivo e criminale” – scrive la CONAIE in una nota pubblicata sul suo account Twitter etichettata come “urgente”.

Gli indigeni, che si sono mobilitati da tutto il paese per raggiungere Quito per prendere parte alle proteste più forti contro il governo di Lenín Moreno, hanno risposto così al segretario generale della presidenza, José Agusto Briones, che in precedenza aveva suggerito un approccio tra le parti , secondo il quotidiano El Universo. 

Mercoledì 9 ottobre Briones aveva tenuto una conferenza stampa insieme al ministro per l’inclusione sociale, Berenice Cordero, e alla segretaria della Gestione delle Emergenze, Alexandra Ocles, in cui ha spiegato che gli indigeni hanno proposto di abrogare il decreto che ha eliminato i sussidi al benzina extra e diesel, ma ha chiarito che “prima di sedersi a negoziare bisogna pacificare il paese”.

Alla conferenza, Briones ha ricordato che ci sono nove pozzi di petrolio in disuso che comportano la sospensione della produzione di 230 mila barili di petrolio, e ha spiegato le proposte che il governo dell’Ecuador presenterà agli indigeni, grazie alla mediazione delle Nazioni Unite e della Conferenza episcopale. L’agenda in sei punti proposta dall’esecutivo verte su misure relative ad acqua, terra, pari opportunità e istruzione.

Per dare forza al dialogo con le comunità indigene il presidente Lenín Moreno è tornato a Quito da Guayaquil dove ha trasferito temporaneamente la sede del governo.

L’Ecuador vive intense proteste contro le misure annunciate il 1 ottobre scorso dal governo, per ridurre il debito e accedere ai prestiti del FMI e di altri creditori internazionali. Le misure includevano l’eliminazione dei sussidi per il carburante, le riforme del lavoro nel settore pubblico e la riduzione di alcune tasse.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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