Argentina: le ricette di Fernández per affrontare la crisi

Pubblicato il 11 ottobre 2019 alle 6:30 in America Latina Argentina

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Alberto Fernández, il candidato peronista grande favorito per la vittoria alle elezioni presidenziali argentine, inizia a delineare le sue priorità di governo. Lunedì 7 ottobre ha presentato un’iniziativa per porre fine alla fame nel paese. “La nostra più grande vergogna è la fame” – ha detto. Fernández, assieme al deputato Daniel Arroyo, ha proposto di “riparametrare”, ovvero ridurre il costo del paniere alimentare di base, una misura che richiederebbe un controllo almeno parziale di determinati prezzi, e di creare un Consiglio federale argentino contro la fame, sotto controllo governativo.

Il candidato alla presidenza ha insistito sulla descrizione della gravità del problema, ma era finora stato vago sulle soluzioni proposte. In un evento tenutosi presso la Facoltà di Agronomia e Medicina Veterinaria dell’Università di Buenos Aires, in compagnia di personalità come il Premio Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel, il leader sindacale Juan Grabois, la leader delle Nonne di Plaza de Mayo Estela da Carlotto e diversi leader sociali, Fernández ha definito scandaloso che l’Argentina, con la quantità di alimenti che esporta, non sia in grado di alimentare correttamente 14 milioni di cittadini e che i prezzi dei prodotti di base come pane e latte fossero relativamente più alti che in altri paesi. Un litro di latte costa in Argentina lo stesso che in Spagna, dove il reddito pro capite è più del doppio – ha specificato Fernández.

Il Parlamento, su richiesta del Partito Giustizialista (peronista), ha appena approvato una legge sull’emergenza alimentare. Per Fernández, non è sufficiente. Gli ultimi dati ufficiali sulla povertà, secondo i quali oltre il 35% degli argentini, e la metà dei ragazzi di età inferiore ai 15 anni, non possono nutrirsi correttamente, hanno causato allarme. Il candidato alla presidenza ha ventilato la possibilità di creare una carta per l’acquisizione di cibo, qualcosa che può sembrare una carta di razionamento, e vuole dare maggiori possibilità alle piccole imprese e ai cosiddetti “centri di economia popolare” dediti alla produzione alimentare. Alberto Fernández ha annunciato che la società produttrice di sementi Syngenta avrebbe donato “durante la campagna” l’1% della sua produzione e ha chiesto ulteriori offerte di quel tipo per combattere l’emergenza alimentare.

Il candidato peronista ha lanciato diverse proposte economiche negli ultimi giorni. Ha insistito, ad esempio, nel porre fine agli interessi altissimi (superiori all’80% all’anno) che sono pagati alle banche per le lettere di liquidità e di investire il denaro risparmiato in questo modo in programmi sociali, anche se non ha specificato come sarà evitato che i risparmi bancari siano destinati ad acquistare dollari e causare nuove svalutazioni del peso, una delle principali preoccupazioni della finanza argentina. Fernández suggerisce inoltre la necessità di aumentare l’imposta sulla proprietà personale (la cosiddetta patrimoniale secca), che in Argentina paga chiunque possieda proprietà valutate a più di due milioni di pesos, circa 31.500 euro al tasso di cambio corrente. 

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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