Trump e Erdogan si incontreranno per discutere la situazione in Siria

Pubblicato il 9 ottobre 2019 alle 10:30 in Turchia USA e Canada

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A seguito dello scontro sull’operazione turca in Siria, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che incontrerà il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, alla Casa Bianca il 13 novembre. 

L’annuncio è arrivato l’8 ottobre, il giorno dopo che Trump aveva pubblicamente minacciato di “distruggere e cancellare” l’economia della Turchia se questa avesse intrapreso un’azione “off limits”. Sempre l’8 ottobre, il presidente USA ha pubblicato una serie di post su Twitter che hanno suscitato confusione sullo stato delle relazioni USA-Turchia. In uno di questi si identificava Ankara come un grande partner commerciale degli Stati Uniti, fornitore di acciaio per gli aerei da combattimento F-35. Il presidente USA ha poi spezzato una lancia a favore dei curdi. “Potremmo essere in procinto di lasciare la Siria, ma non abbiamo mai abbandonato i curdi, che sono persone speciali e combattenti meravigliosi”, ha riferito poi Trump. “Allo stesso modo il nostro rapporto con la Turchia, un partner NATO e commerciale, è molto buono”, aggiunge il post. 

“La Turchia ha già una grande popolazione curda e comprende pienamente che avevamo solo 50 soldati in quella parte della Siria, qualsiasi combattimento non dovuto o inutile da parte della Turchia sarà devastante per la loro economia e per la loro valuta molto fragile . Stiamo aiutando i curdi finanziariamente/con le armi!”, si legge in un post su Twitter del presidente. Trump ha poi aggiunto che avrebbe dato il benvenuto a Erdogan alla Casa Bianca, il 13 novembre. Tuttavia, lunedì 7 ottobre, due alti funzionari del Dipartimento di Stato hanno sottolineato che, mentre i media turchi avevano evidenziato l’invito di Trump, la Casa Bianca non aveva fatto alcun riferimento a una futura visita di Erdogan a Washington.

Da parte sua, il vicepresidente della Turchia, Fuat Oktay, ha affermato che il suo Paese non si piegherà alle minacce degli Stati Uniti. Oktay ha dichiarato martedì 8 ottobre che la Turchia è intenzionata a combattere i curdi siriani lungo il suo confine con la Siria, al fine di creare una zona che consentirebbe alla Turchia di reinsediare i rifugiati siriani in tale area. Oktay ha dichiarato: “Per quanto riguarda la sicurezza della Turchia, determiniamo il nostro percorso e fissiamo i nostri limiti”. Ankara ha annunciato che i preparativi per una grande operazione militare nel Nord-Est della Siria sono completi e con tale operazione la Turchia attacca uno dei maggiori alleati degli Stati Uniti contro l’ISIS: i militanti curdi delle Syrian Democratic Forces (SDF). 

Le SDF, guidate dalle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG), sono state il principale alleato degli Stati Uniti in Siria e negli ultimi anni avevano ampliato il loro controllo nella Siria settentrionale e orientale, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. La Turchia considera le forze curde una “organizzazione terroristica” legata al il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), che ha condotto una campagna armata di decenni per l’autonomia in Turchia e che è considerata un’organizzazione illegale da Ankara. In vista dell’operazione turca, l’esercito statunitense ha cominciato il ritiro delle truppe dal Nord-Est della Siria, lunedì 7 ottobre. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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