Stati Uniti: scontro tra Casa Bianca e Congresso sull’impeachment

Pubblicato il 9 ottobre 2019 alle 8:53 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invocato l’esclusione di un testimone chiave nell’indagine per impeachment contro di lui e la Casa Bianca ha dichiarato che non collaborerà con l’inchiesta, definita faziosa, illegittima e incostituzionale. 

In una lettera di otto pagine, il consigliere della Casa Bianca, Pat Cipollone, afferma che la portavoce della Camera, Nancy Pelosi, e i presidenti delle 3 commissioni congressuali che guidano l’inchiesta vogliono semplicemente rimuovere Trump dall’incarico. “In parole povere, si cerca di rovesciare i risultati delle elezioni del 2016 e privare il popolo americano del presidente che hanno scelto liberamente”, ha scritto Cipollone. “L’inchiesta è priva di qualsiasi legittima fondazione costituzionale, qualsiasi pretesa di equità, o anche delle più elementari tutele dovute in processo”, ha continuato. “Il presidente Trump non può permettere alla sua amministrazione di partecipare a questa indagine faziosa in queste circostanze.” Pelosi ha risposto, definendo la lettera “manifestamente sbagliata” e descrivendola come “un altro tentativo illegale di nascondere i fatti”. “Signor Presidente, lei non è al di sopra della legge. Sarà ritenuto responsabile”, ha dichiarato, avvertendo che “i continui sforzi per nascondere la verità sull’abuso di potere del presidente da parte del popolo americano saranno considerati un’ulteriore prova di ostruzione”.

Lo scontro tra i due arriva a seguito della decisione del presidente Trump di escludere un testimone chiave nell’inchiesta: l’ambasciatore USA presso l’Unione Europea, Gordon Sondland. All’uomo non sarà permesso testimoniare sui fatti riguardanti l’indagine di fronte al Congresso. La decisione è stata presa dopo che Trump l’ha definito una “corte del canguro totalmente compromessa”. Tuttavia, l’esclusione di un testimone chiave non è stata ben vista dalla società statunitense. “È un ostacolo al chiaro diritto costituzionale e alla responsabilità del Congresso di indagare sul ramo esecutivo”, ha dichiarato Jeff Hauser, avvocato e direttore esecutivo del Revolving Door Project presso il Center for Economic and Policy Research. “Il Congresso è l’unico organo che ha il chiaro diritto di rimuovere un alto funzionario, incluso il presidente, e se la sua capacità di farlo è ostacolata dal presidente o se la sua possibilità di indagare sulla cattiva condotta dell’esecutivo e della sua squadra è impedita, questo è chiaramente, di per sé, un comportamento inammissibile”. In risposta alla mossa di Trump, i democratici hanno inviato a Sondland, un sostenitore di Trump che ha iniziato il suo incarico in UE questo luglio, una citazione che lo “costringe” a comparire il 16 ottobre. 

Gli investigatori sono interessati a ciò che l’ambasciatore sapeva e quale era il suo ruolo a fianco al presidente. Il caso parte da una presunta richiesta, fatta da Trump al presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, di raccogliere informazioni sul figlio del rivale politico, Joe Biden, al fine di screditarlo in vista delle elezioni presidenziali del 2020. Tale domanda sarebbe stata avanzata durante un colloquio telefonico, avvenuto il 25 luglio 2019, tra i due presidenti. Inoltre, nel mese di agosto, un primo agente dell’intelligence USA, aveva già denunciato tale abuso da parte del presidente statunitense. Una versione non classificata di tale denuncia è stata resa pubblica il 26 settembre e riferisce che nella telefonata tra i due uomini di Stato, Trump avrebbe avanzato richieste che esulano dai propri doveri e poteri. 

Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso del procedimento, non era emersa alcuna prova contro il figlio di Biden, ma le indagini contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione. Trump ha ammesso di aver citato Biden durante la telefonata, ma nega le accuse riguardo alle pressioni sul presidente ucraino per indagare sul figlio dell’ex vice-presidente. Il fatto che Trump abbia parlato di un oppositore politico con il leader di un altro Paese ha scandalizzato il Congresso e ha presto fatto riaffiorare l’ipotesi di impeachment contro il presidente. L’attuale stallo rischia di innestare una crisi costituzionale, proprio mentre gli Stati Uniti si preparano alle elezioni del 2020.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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