Moreno: le proteste sono un tentativo di colpo di stato organizzato da Correa e Maduro

Pubblicato il 9 ottobre 2019 alle 6:10 in Ecuador

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Il presidente ecuadoriano Lenín Moreno ha affermato che le violenze e i saccheggi verificatisi nei giorni scorsi nel Paese durante le manifestazioni contro le misure economiche del governo sono un tentativo di colpo di stato organizzato dall’ex presidente Rafael Correa e dal leader venezuelano Nicolás Maduro.

“Quello che è successo in questi giorni in Ecuador non è una manifestazione sociale di insoddisfazione per una decisione del governo, no, saccheggi, atti di vandalismo e violenza mostrano che qui c’è un’intenzione politica volta a destabilizzare il governo e rompere l’ordine democratico della nazione”, ha firmato Moreno.

In un discorso in diretta televisiva nazionale, il presidente ha aggiunto che “nelle immagini è evidente che i più violenti, quelli che agiscono con la sola intenzione di aggredire, danneggiare, sono individui esterni, pagati e organizzati. Pensate sia una coincidenza che Correa e Ricardo Patiño (ex ministro degli esteri dell’Ecuador, ndr.) si siano recati in Venezuela contemporaneamente alcune settimane fa? Maduro ha attivato il suo piano di destabilizzazione con Correa”.

Il presidente ha dichiarato che non annullerà le misure proposte, ampiamente criticate a causa dell’eliminazione di sussidi per 1,3 miliardi di dollari ai combustibili e delle riforme del lavoro che colpiscono i dipendenti pubblici.

“Non mi tirerò indietro. L’eliminazione dei sussidi è una decisione storica che toglie centinaia di milioni di dollari dalle mani dei trafficanti”, ha detto Moreno.

Le misure sono state duramente criticate da vari settori della popolazione, comprese le comunità indigene, che si sono mobilitate nel fine settimana e nella giornata di lunedì bloccando strade in diverse città. Centinaia di indigeni sono arrivati nel centro storico di Quito in una manifestazione pacifica, ma sono stati dispersi dalla polizia che ha lanciato gas lacrimogeni.

Nel pomeriggio di lunedì ci sono stati diversi scontri tra manifestanti e polizia in diverse parti della capitale ecuadoriana. A causa delle proteste, Moreno si è visto costretto a trasferire il quartier generale del governo da Quito a Guayaquil.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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