Balcani: UE pronta a far riprendere il dialogo tra Kosovo e Serbia

Pubblicato il 9 ottobre 2019 alle 6:33 in Europa Kosovo Serbia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, e il Commissario europeo uscente per l’Allargamento, Johannes Hahn, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta nella quale hanno evidenziato la disponibilità dell’UE a guidare la ripresa del dialogo tra il Kosovo e la Serbia.

È quanto reso noto da ANSAmed, martedì 8 ottobre, il quale ha altresì aggiunto che Mogherini e Hahn hanno richiesto a tutte le parti coinvolte di lavorare congiuntamente al futuro del Paese “e al suo progresso nel percorso di integrazione europea”.

Nello specifico, nella dichiarazione congiunta, i due vertici europei hanno dichiarato che “l’Unione Europea attende con trepidazione la formazione di un nuovo governo” in Kosovo, “fattore importante affinché” il Paese “possa velocemente riprendere a lavorare alle riforme strutturali e al dialogo con Belgrado”.

Bruxelles ha altresì commentato le elezioni che si sono svolte in Kosovo, domenica 6 ottobre. Le votazioni, secondo quanto dichiarato da Mogherini e da Hahn, si sono svolte in maniera “pacifica e ordinata”. Tale parere è stato dettagliato maggiormente dalla missione di osservazione elettorale dell’UE in Kosovo (EUOM), la quale ha rilasciato le sue prime considerazioni.

In particolare, la coordinatrice della Missione, Viola von Cramon-Taubadel, ha rivelato che “le elezioni sono state ben amministrate e si sono svolte con trasparenza”. Anche il clima della campagna elettorale “è stato competitivo e intenso nella maggior parte del Kosovo, sebbene caratterizzato da intimidazioni nelle aree a predominanza etnica serbo-kosovara”.

Il processo elettorale, tuttavia, è stato caratterizzato da “problemi sistemici ricorrenti”, quali “la mancata regolamentazione del periodo pre-elettorale”, il che “deve essere affrontato al fine di rendere il processo elettorale del Kosovo pienamente in linea con gli standard internazionali”. A tal proposito, Cramon ha reso noto di aver intenzione di rilasciare al Paese una serie di raccomandazioni riguardo le misure da adottare il prima possibile.

Nel complesso, ha dichiarato il capodelegazione del Parlamento europeo, Andrey Kovatchev, la Missione può dirsi “soddisfatta della gestione delle elezioni”, tuttavia, “il tema del finanziamento della campagna elettorale rimane un’area di preoccupazione che era già emersa a seguito del lavoro delle precedenti missioni” europee di osservazione elettorale.

Secondo i dati finali, il partito di centro-sinistra, Vetevendosje, ha ricevuto 202.968 voti, corrispondenti al 25.49% dei votanti. In seconda posizione, il partito di centro-destra, la Democratic League of Kosovo (LDK), con 197.702 voti, corrispondenti al 24.82% dei consensi. Terzo partito, il Partito democratico del Kosovo, nazionalista e conservatore, nonché partito di governo, con 169.211 voti, ovvero il 21.23%.

A seguire, Alliance for the Future of Kosovo (AAK), il partito del premier uscente, Ramush Haradinaj, in coalizione con il PSD, con 92.149 voti, ovvero l’11.57% dei voti, il partito di centro-destra Srprka List, con 52.620 voti, corrispondenti al 6.61% dei consensi, e la coalizione composta da NISMA, AKR e PD-RE, con 39.495 voti, al di sotto del 5%.

Le elezioni erano state convocate lo scorso luglio, quando il premier, Ramush Haradinaj, si era dimesso dopo essere stato convocato per essere interrogato dal tribunale per i crimini di guerra dell’Aia in merito all’insorgenza contro la Serbia dell’Esercito di liberazione del Kosovo, noto in inglese come Kosovo Liberation Army (KLA), o, in albanese, Ushtria Çlirimtare e Kosovës (UÇK o UCK).

Tale fattore aveva beneficiato i principali partiti dell’opposizione, ovvero la Democratic League for Kosovo (LDK) e Vetevendosje, i quali, per poter andare al governo, devono ora formare una coalizione, non avendo raggiunto nessuno dei due la maggioranza parlamentare. In tale contesto, sebbene consapevoli entrambi delle divergenze, i due partiti hanno reso noto di essere disposti a “sedersi e parlare della formazione di una coalizione”, come dichiarato dalla candidata premier di LDK.

Essendo a capo del primo partito, Alan Kurdi verrà ora incaricato di formare il nuovo governo. In merito alla possibile coalizione con il partito di centro destra, Kurdi ha reso noto che “da primo ministro del Kosovo” avrebbe “teso la mano” alla LDK per collaborare alla formazione del nuovo esecutivo.

La Missione dell’Osservazione dell’Unione europea era stata istituita domenica 15 settembre, in linea con quanto precedentemente realizzato da Bruxelles nei confronti di Pristina. Le missioni di osservazione elettorale dell’Unione Europea in Kosovo sono già state 4, di cui 2 nel 2017, a conferma dell’impegno dell’UE nei confronti del Paese più giovane d’Europa.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play 

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.