Siria, Francia: il ritiro delle truppe americane può portare al ritorno dell’ISIS

Pubblicato il 8 ottobre 2019 alle 6:42 in Francia Siria

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La decisione degli Stati Uniti di ritirare le truppe dal Nord-Est della Siria è in grado di lasciare spazio al ritorno dell’insorgenza dello Stato Islamico, secondo quanto dichiarato dal ministro delle Forze Armate della Francia, Florence Parly.

A renderlo noto è stato, lunedì 7 ottobre, il quotidiano francese France 24, il quale ha altresì sottolineato che la Francia è uno dei principali alleati di Washington nella Coalizione globale per la lotta allo Stato Islamico in Siria e in Iraq. Gli aerei da combattimento francesi sono stati utilizzati per bombardare gli obiettivi collegati ai militanti e al tempo stesso le forze speciali francesi sono coinvolte sul campo, in coordinazione con le forze curde e i combattenti arabi.

Gli Stati Uniti, però, hanno, lunedì 7 ottobre, avviato il ritiro delle truppe dal Nord-Est della Siria, in vista di un’operazione militare della Turchia contro le forze curde presenti nell’area. Washington, tuttavia, non ha chiarito se ritirerà tutte le 1000 truppe che sono presenti nel Nord della Siria.

Di fronte a tale possibilità, il ministro delle Forze Armate della Francia ha annunciato che Parigi vorrà assicurarsi che “l’annuncio degli Stati Uniti, e la possibilità di una offensiva turca, non crei una condizione pericolosa opposta al fine che noi tutti perseguiamo, ovvero il contrasto allo Stato Islamico, il quale è dannoso per la popolazione locale”.

Per tale ragione, ha annunciato il ministro della Francia, “occorre essere estremamente vigili nell’assicurarsi che una simile manovra non vada, contrariamente all’obiettivo della coalizione globale, a rafforzare l’ISIS, anziché indebolirlo e neutralizzarlo”.

Non è la prima volta che i funzionari francesi commentano l’eventuale ritiro delle truppe dalla Siria. Già in passato, sottolinea France24, diversi ufficiali francesi avevano dichiarato che il ritiro delle truppe americane avrebbe obbligato Parigi a sua volta a ritirare i propri convogli militari attivi in Siria.

Nello specifico, a seguito di un simile annuncio avanzato da Trump lo scorso gennaio, Macron aveva dichiarato di essere stato lui a convincere il capo di Stato americano a cambiare idea.

Secondo quanto sottolineato da France24, la Francia risulta particolarmente impegnata nel contrasto allo Stato Islamico dopo essere stata teatro di numerosi attacchi negli ultimi anni. Stando a quanto diffuso dal Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano del 2017, la minaccia terroristica nel Paese rimane alta, soprattutto in virtù degli attentati di piccola scala di cui il Paese è stato teatro nel corso del 2017. Secondo le stime del Soufan Group, inoltre, al maggio 2015 circa 1.700 cittadini francesi risultavano partiti per unirsi allo Stato Islamico in Siria e in Iraq.

A tale riguardo, France24 rende noto che centinaia di foreign fighters francesi risultano essere al momento in detenzione presso le prigioni controllate dalle milizie curde. L’eventualità che la Turchia conduca una offensiva contro i curdi può, però, secondo France24, portare le milizie a ridurre il livello di sicurezza delle prigioni dove sono detenuti i militanti dell’ISIS.

A tale riguardo, una portavoce del ministro degli Esteri della Francia ha dichiarato che “i combattenti attualmente in stato di detenzione, anche se di nazionalità straniera, devono essere processati nei luoghi dove hanno commesso i reati”, motivo per cui “il giudizio e la detenzione sicura nel Nord-Est della Siria rappresentano un obbligo di sicurezza per scongiurare che diventino in grado di rinforzare i ranghi delle organizzazioni terroristiche”.

La Francia è un membro fondatore del Global Counterterrorism Forum ed è stata molto attiva nell’ambito della Coalizione Internazionale che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq. Parigi risulta inoltre attiva in operazioni antiterrorismo in Libia, Mali, nella regione del Sahel e nella regione del Lago Ciad.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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