Proteste in Bangladesh contro un presunto omicidio politico

Pubblicato il 8 ottobre 2019 alle 10:17 in Asia Bangladesh

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Migliaia di studenti universitari hanno organizzato una grande protesta, lunedì 7 ottobre, nella capitale del Bangladesh, a seguito del presunto omicidio di un giovane da parte di alcuni attivisti politici per aver criticato un accordo di condivisione dell’acqua tra India e Bangladesh. 

Abrar Fahad, 21 anni, studente della prestigiosa Università del Bangladesh di Ingegneria Tecnologica (BUET), sarebbe stato ucciso per aver palesato la sua contrarietà al recente accordo, tramite un post su Facebook. Sabato 5 ottobre, durante la visita del primo ministro Sheikh Hasina in India, Dhaka e Nuova Delhi hanno sottoscritto un’intesa che consente all’India di prelevare circa 185.532 litri all’ora di acqua dal fiume Feni. I due Paesi si sono scontrati per decenni per siglare un accordo sulla condivisione delle acque fluviali. Un controverso patto per il fiume Genge è stato a lungo opposto dai cittadini del Bangladesh, poichè ritenuto eccessivamente a favore dell’India.

“È stato ucciso a causa di alcuni dei suoi post su Facebook. È pazzesco”, ha dichiarato ad Al-Jazeera uno dei compagni di classe del ragazzo, che ha preferito rimanere anonimo. “Quelli della Chhatra League lo hanno ucciso. Vogliamo giustizia”, ha poi aggiunto, riferendosi ad un gruppo politico avverso alle idee professate dall’amico. Il padre di Fahad, Barkat Ullah, 57 anni,  ha dichiarato: “Mio figlio era solo uno studente innocente. Aveva le sue opinioni forti e per questo è stato ucciso”. Il cugino del giovane studente, Abu Talha Rasel, 31 anni, ha affermato che “era abbastanza evidente chi avesse ucciso Fahad”. Diversi compagni di classe del ragazzo hanno puntato il dito contro gli attivisti politici della Chhatra League. Secondo un rapporto dell’autopsia condotto dai medici del Dhaka Medical College Hospital, Fahad è morto di “emorragie interne e dolore eccessivo” quando è stato gravemente picchiato con l’aiuto di oggetti contundenti come mazze da cricket o bastoni di bambù.

Anche nella città di Rajshahi sono state organizzate una serie di proteste, durante le quali gli studenti hanno bloccato le strade principali. Si ritiene, inoltre, che gli insegnanti abbiano aderito ad alcune delle manifestazioni della giornata. Almeno nove studenti BUET sono stati arrestati, alcuni dei quali appartenenti al partito al potere. In precedenza, il vice commissario della polizia metropolitana di Dhaka, Abdul Baten, ha riferito ai giornalisti di aver preso in custodia gli studenti dopo essere stati identificati sulla base di filmati di telecamere di sicurezza. La polizia non ha ancora rivelato il movente dietro l’omicidio. Gli attivisti della Chhatra League hanno interrogato Fahad sul suo presunto coinvolgimento con Chhatra Shibir, che ha legami politici con il principale partito nazionalista del Bangladesh (BNP).

Il dottor Mashuk Elahi, medico residenziale della BUET, ha detto ai giornalisti che gli studenti della sala Sher-e-Bangla lo hanno chiamato verso le 3 del mattino. “Sono andato nell’atrio e ho visto il corpo vicino alle scale. Ormai era morto. C’erano segni di ferite su tutto il corpo”, ha riferito il medico. Il segretario generale del partito della Awami League, Obaidul Quader, ha dichiarato che “la legge avrebbe preso il suo corso” in un esercizio di controllo dei danni. “L’indagine è avviata. Saranno intraprese azioni legali contro coloro che saranno ritenuti responsabili”, ha riferito, rispondendo a una domanda dei giornalisti sull’accaduto. La principale opposizione BNP ha condannato l’omicidio e ha affermato che i membri del partito al potere “si sono macchiati le mani di sangue”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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