Libia: Haftar alle porte di Tripoli

Pubblicato il 8 ottobre 2019 alle 9:04 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, ha condotto attacchi aerei simultanei, il 7 ottobre, contro le postazioni ed i gruppi militari armati del governo tripolino, situati nelle città di Sirte, Misurata, Gharyan e la capitale Tripoli.

Si è trattato del primo attacco totale sin dall’inizio della campagna volta alla conquista di Tripoli, intrapresa il 4 aprile scorso. Secondo quanto riportato dalla divisione di informazione militare dell’LNA, tra i bersagli delle proprie forze vi è stata la base militare di Algourdabia a Sirte, un centro operativo turco, un deposito di armi e munizioni posto nel college dell’aeronautica di Misurata, ed altri situati nella base di Mitiga, nell’Est di Tripoli. La capitale ha poi assistito a bombardamenti mirati contro le concentrazioni di milizie di Gharyan e nelle aree periferiche della capitale di al-Aziziyah e al-Khala.

A detta dell’LNA, le proprie forze aeree continuano a sorvolare tali zone, adempiendo ai comandi del generale Haftar, che hanno fatto seguito ad un’attenta attività di controllo e monitoraggio. L’offensiva del 7 ottobre, inoltre, secondo quanto affermato dalle stesse milizie dell’LNA, è stata condotta con elevata precisione ed è stato altresì aggiunto che qualsiasi movimento o raggruppamento sospetto della fazione opposta sarà un “bersaglio legittimo” da colpire.

Oltre a bombardamenti aerei, le forze di Haftar e quelle del governo tripolino sono altresì impegnate in scontri violenti sul campo di battaglia, nello specifico ad al-Aziziyah, al-Twaisha, dove è stata riportata la morte di 4 membri del personale medico, e al-Swani, nella periferia di Tripoli. Le unità dell’LNA stanno cercando di avanzare verso tali aree strategiche, con l’obiettivo di prenderne il controllo, in quanto rappresentano una porta verso il cuore della capitale libica.

Anche il giorno precedente, il 6 ottobre, le milizie di Haftar avevano condotto un ulteriore attacco aereo contro il Circolo Ippico di Janzour, nell’Ovest della capitale Tripoli, causando feriti, tra cui bambini, e danni materiali alle strutture. Quest’ultima azione, accanto all’offensiva contro Mitiga e Misurata del 5 ottobre, è stata condannata dalla Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), la quale ha affermato che ogni attacco condotto contro soggetti ed oggetti civili costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, oltre a poter essere considerato un crimine di guerra.

L’8 ottobre, le forze del governo tripolino hanno poi rivelato di aver respinto ulteriori attacchi nel Sud di Tripoli, ad opera di Haftar, catturando altresì circa 30 membri dei suoi uomini. A tal proposito, è stato sottolineato che dalla sera del 7 ottobre sono stati uccisi più di 24 membri dell’LNA tra al-Aziziyah e Ain Zara, nella periferia meridionale della capitale, dove sono morti altresì 9 uomini dell’esercito tripolino. Secondo quanto affermato dalle milizie di Tripoli, al momento queste hanno preso il controllo di al-Aziziya, dopo scontri che hanno visto anche la partecipazione di mercenari russi.

Negli ultimi giorni, Haftar ha intensificato le proprie offensive sia via aerea sia via terra, nel quadro di una violenta campagna intensificatasi a partire dal 21 settembre, e che fa seguito a quella intrapresa il 4 aprile scorso, volta a prendere il controllo della capitale Tripoli. La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.