Egitto: la collaborazione con Cipro e Grecia per l’energia e la sicurezza del Mediterraneo

Pubblicato il 8 ottobre 2019 alle 18:48 in Cipro Egitto Grecia

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I leader di Cipro, Grecia ed Egitto si sono incontrati, martedì 8 ottobre, al Cairo, per discutere delle problematiche in materia di energia e di sicurezza che caratterizzano la regione mediterranea orientale.

Nello specifico, secondo quanto anticipato dal Financial Mirror, i 3 Paesi hanno avuto modo di confrontarsi in 6 principali ambiti. Il primo riguarda la cooperazione in materia di energia. Il secondo, invece, fa riferimento agli sviluppi nella regione. In terzo luogo, i 3 Stati si sono confrontati in merito alla sicurezza del Mediterraneo orientale. Il quarto ambito affrontato riguarda invece il contrasto al terrorismo. Successivamente, Nicosia ha avuto modo di illiustrare gli ultimi aggiornamenti in merito alla questione cipriota. Infine, i 3 Paesi hanno affrontato il tema delle relazioni tra l’Egitto e l’Unione Europea. Al centro del vertice anche il tema dell’immigrazione clandestina e le sue ricadute economiche.

Secondo quanto evidenziato dal Cyprus Mail, il vertice del Cairo è stato il settimo di tale genere e, come sottolineato dal presidente cipriota, Nicos Anastasiades, si pone come dimostrazione concreta dell’avvio di un importante meccanismo di cooperazione regionale, finalizzato a raggiungere gli obiettivi comuni di pace, sicurezza e prosperità della regione. Tali parole sono state riprese dal premier della Grecia, Kyriakos Mitsotakis, il quale ha dichiarato che la partnership tra i 3 Paesi rappresenta “la crescente cooperazione su più livelli in ambito regionale”. Tale cooperazione, ha reso noto Mitsotakis, secondo quanto riportato dal quotidiano ellenico Ekathimerini, “è aperta a tutti gli Stati della regione la cui politica estera e le cui relazioni con i Paesi vicini siano basate sul rispetto e sull’implementazione del diritto internazionale”.

Il tema del rispetto del diritto internazionale è stato, secondo il Cyprus Mail, centrale nel vertice trilaterale dell’8 ottobre. Tale tema è stato portato all’attenzione da Cipro, in virtù delle tensioni con la controparte turca, accusata da Nicosia di condurre attività illegali nella propria Zona economica esclusiva (ZEE).

Nello specifico, tali accuse fanno riferimento alle trivellazioni che la Turchia conduce a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale, dallo scorso 3 maggio. Tali trivellazioni risultano tuttora in corso, con la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest dell’isola, e la Yavuz, nei pressi della costa sudoccidentale dell’isola. Tali aree risultano al centro di una disputa territoriale tra Cipro e la Turchia che, da parte sua, ha più volte dichiarato di agire all’interno della propria area di competenza.

A tale riguardo, il presidente cipriota, ha ribadito, in occasione del vertice tripartito con Grecia e Egitto, la posizione dell’isola, affermando che “la Turchia ha realizzato azioni inaccettabili” e che in risposta Cipro avrebbe adottato misure diplomatiche finalizzate a porre fine agli attacchi Turchi. Al termine del vertice, tale posizione è stata condivisa dai Paesi coinvolti, i quali hanno rilasciato una dichiarazione congiunta con la quale hanno chiesto alla Turchia di “porre fine alle proprie azioni provocatorie” nel Mediterraneo occidentale, incluse le esplorazioni degli idrocarburi nelle acque territoriali cipriote, le quali rappresentano una “violazione del diritto internazionale”. In particolare, i 3 Paesi hanno dichiarato di essere particolarmente preoccupati in merito ai “nuovi tentativi di condurre esplorazioni illecite”, facendo riferimento al ritorno della Yavuz a largo delle coste cipriote.

Nello specifico, Egitto, Cipro e Grecia hanno dichiarato che “i capi di Stato e di Governo hanno espresso la propria preoccupazione in merito all’attuale escalation di tensione nelle aree marittime della porzione orientale del Mediterraneo”.  Il Cairo, Nicosia e Atene hanno quindi dichiarato di “condannare le continue azioni della Turchia nella Zona Esclusiva Economica di Cipro e nelle sue acque territoriali, in violazione del diritto internazionale”.

Facendo riferimento alla sicurezza dei Paesi del Mediterraneo orientale, Anastasiades ha altresì sottolineato l’importanza dell’integrità territoriale della Libia e della Siria e la necessità di istituire uno Stato palestinese.

Anastasiades, inoltre, ha richiesto alla comunità internazionale di incrementare le misure di contrasto al terrorismo. Parallelamente, il presidente cipriota ha richiesto alla comunità internazionale di migliorare il livello di sicurezza energetica, sottolineando che i meccanismi esistenti tra Egitto, Grecia e Turchia dovrebbero essere replicati.

Lo scorso 11 settembre, il ministro della Difesa cipriota, Savvas Angelides, aveva annunciato l’incontro tra i 3 Paesi, rivelando altresì l’esistenza di una collaborazione in materia di difesa tra il Cairo, Atene e Nicosia. Tale rivelazione era emersa in occasione della firma di un accordo di rafforzamento della cooperazione in materia di difesa con l’Egitto, il quale ha avviato con Cipro lo scambio di informazioni per rafforzare la sicurezza intorno alle acque a largo dell’isola cipriota utilizzate dal Cairo per la ricerca di gas naturale.

A tale riguardo, il 19 settembre 2018, Egitto e Cipro avevano firmato un accordo per costruire un gasdotto sottomarino al fine di trasportare il gas dal giacimento cipriota di Afrodite fino alle stazioni di liquefazione in Egitto, per poi esportarlo in Europa. L’accordo si poneva al centro della competizione tra Egitto e Turchia per la fornitura di gas naturale nel continente europeo. Inizialmente, la Turchia si era avvicinata ad Israele nel 2016 concordando di costruire gasdotti per trasportare il gas dal Paese mediorientale verso l’Europa. Il gasdotto però doveva passare per Cipro che da parte sua aveva avviato forti relazioni con l’Egitto e con la Grecia per la cooperazione nel settore del gas.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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