Corea del Nord sfida gli Stati Uniti sulla riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Pubblicato il 8 ottobre 2019 alle 11:55 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha avvertito gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania che se solleveranno la questione dei test missilistici di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite costringeranno il Paese a “difendere ulteriormente la propria sovranità”

Il Consiglio si riunirà a porte chiuse, martedì 8 ottobre, dopo che la Corea del Nord ha confermato di aver effettuato un test di un nuovo missile balistico lanciato da un sottomarino. La riunione è stata richiesta dalla Germania con il sostegno di Gran Bretagna e Francia. “Sappiamo bene che gli Stati Uniti si nascondono dietro le mosse del Regno Unito, della Francia e della Germania”, ha riferito l’ambasciatore alle Nazioni Unite della Corea del Nord, Kim Song. “Gli Stati Uniti e i suoi seguaci dovrebbero tenere presente che se solleveranno la questione delle nostre misure di autodifesa durante la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in questo momento, aumenteranno ulteriormente il nostro desiderio di difendere la nostra sovranità”, ha continuato Kim.

La Corea del Nord ha dichiarato, domenica 6 ottobre, che non accetteranno alcuna proposta statunitense alternativa per i colloqui sul nucleare che non sia la riunione in Svezia, prevista tra due settimane. Pyongyang ha poi avvertito che non aspetterà oltre la fine dell’anno per vedere un cambiamento nell’atteggiamento degli Stati Uniti. Da parte sua, il Dipartimento di Stato USA ha riferito di aver accettato l’invito della Svezia a tornare al tavolo dei negoziati con Pyongyang. Il 3 ottobre, la Corea del Nord aveva confermato di aver eseguito con successo il test di un missile balistico lanciato da un sottomarino, definendolo necessario per l’autodifesa e il contenimento delle minacce esterne.

Il leader del Paese, Kim Jong-Un, ha inviato “calorose congratulazioni” agli scienziati della Dipartimento della Difesa di Pyongyang che hanno condotto il lancio, secondo quanto dichiarato dall’agenzia di stampa statale, KCNA. I media locali hanno sottolineato il fatto che il leader supremo nordcoreano non ha supervisionato il test, come è solito fare in caso di nuove tecnologie. Il nuovo tipo di missile, chiamato Pukguksong-3, è stato “lanciato in modalità verticale” dalle acque al largo della città orientale di Wonsan. “Il successo del nuovo tipo di missile ha un grande significato e ha inaugurato una nuova fase che prevede il contenimento della minaccia delle forze esterne e il rafforzamento ulteriore del braccio militare”, ha riferito l’agenzia di stampa statale. Il test “non ha avuto alcun impatto negativo sulla sicurezza dei Paesi vicini”, si legge ancora sui media. Tale test ha rappresentato una delle azioni più gravi messe in atto dalla Corea del Nord da quanto sono iniziati i colloqui con gli Stati Uniti sul nucleare, 3 anni fa. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord sono ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un immediato stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

Quanto agli Stati Uniti, un comunicato rilasciato dalla portavoce del Dipartimento di Stato USA, Morgan Ortagus, ha chiarito che i commenti del mediatore Nordcoreano non riflettono “il contenuto o lo spirito” di quasi 9 ore di dialogo, e che Washington ha accettato l’invito in Svezia per tornare ad avere ulteriori discussioni con la controparte asiatica. La donna ha spiegato che la delegazione USA aveva già pensato ad alcune nuove iniziative volte a spianare la strada al dialogo, e ha sottolineato l’importanza di un impegno più vasto: “Gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare Democratica di Corea non supereranno un lascito di 70 anni di guerra e ostilità sulla Penisola Coreana nel corso di un solo sabato. Queste sono problematiche complesse, e richiedono un forte impegno da parte di ambo i Paesi. Gli Stati Uniti dispongono di tale impegno”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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