Brasile: al via piano di redistribuzione dei migranti venezuelani

Pubblicato il 8 ottobre 2019 alle 13:01 in Brasile Venezuela

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Il governo federale del Brasile ha avviato un piano di redistribuzione dei migranti venezuelani per ridurre la pressione sullo stato di Roraima, alla frontiera con il Venezuela, e in particolare per ridurre le tensioni sociali dovute alla presenza di circa 200.000 venezuelani nelle città di Pacaraima e Boa Vista.

Il governo federale parte dal presupposto che l’esodo venezuelano persisterà e potrebbe persino aumentare e ha preso provvedimenti di redistribuzione interna. È così che è nato il programma di internalizzazione, che è un programma di ricollocazione simile a quelli gestiti dalle Nazioni Unite ma a livello federale brasiliano. Brasilia ha infatti deciso di tenere aperta la frontiera ai migranti venezuelani, una linea condivisa solo dalla Colombia, mentre Ecuador, Cile e Perù hanno iniziato nei mesi scorsi a imporre restrizioni all’immigrazione.

Niusarete Lima, consulente del Ministero della cittadinanza, che coordina le attività di tutti i ministeri, le entità statali e la società civile che operano nel piano di redistribuzione, spiega come funziona questo programma a cui partecipano l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ACNUR e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM): una volta che i migranti ricevono la  documentazione che consente l’accesso a tutti i servizi pubblici brasiliani, le autorità selezionano i migranti più vulnerabili – “una donna single con figli o una persona anziana avrà sempre la preferenza su un giovane maschio” spiega Lima – e negoziano con i servizi sociali dei singoli comuni, con le aziende e con altri attori locali per trovare loro una destinazione. Non è facile perché la domanda supera l’offerta, spiega questo funzionario che lavora fin dall’inizio a questo programma di interiorizzazione, che il presidente Jair Bolsonaro ha ereditato dal suo predecessore Michel Temer. Però Lima sottolinea anche i casi positivi, come una città dell’interno del paese, Dourados, nello stato del Mato Grosso, che con oltre 1.000 persone accolte a lavorare nel settore industriale, è seconda solo a San Paolo per numero di venezuelani accolti.

“Dobbiamo disporre di canali per redistribuirli nel caso in cui la situazione peggiori” – afferma il consulente al quotidiano spagnolo El País. Pertanto, oltre alla tradizionale riunificazione con familiari già installati in altre città, il programma prevede un piano di “riunificazione sociale”, con amici e conoscenti già stabilitisi in Brasile, e il governo sta identificando anche uomini d’affari in cerca di dipendenti, in modo che gli impiegati del programma possano concordare i colloqui di lavoro con i migranti in videoconferenza. 

L’obiettivo del governo di Brasilia è ridurre la concentrazione dei venezuelani al confine, incoraggiarli a distribuirsi sul territorio nazionale e dare loro una spinta in modo che, in circa tre mesi, possano mantenersi da soli.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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