Afghanistan: attentato mortale contro un autobus delle forze armate

Pubblicato il 8 ottobre 2019 alle 8:56 in Afghanistan Asia

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Almeno 10 persone sono state uccise a seguito di un attacco contro un minibus che trasportava membri dell’esercito afghano, nella città orientale di Jalalabad. 

Il mezzo di trasporto è stato travolto dall’esplosione di un ordigno nascosto in un risciò. Almeno 27 persone sono rimaste ferite, secondo quanto ha dichiarato una fonte governativa. Tra le vittime ci sono membri delle forze di sicurezza, ma anche civili, incluso un bambino. Non vi è stata alcuna rivendicazione immediata di responsabilità, ma Jalalabad è teatro di frequenti attacchi da parte sia dei talebani, sia dei militanti dell’ISIS. “Mentre cercavo di alzarmi ho visto molti morti e feriti per strada”, ha riferito un testimone dell’accaduto, ricoverato in un ospedale locale. “Mi sono ferito le mani e anche mio fratello è ferito”, ha aggiunto. 

L’ultima violenza arriva a seguito delle dichiarazioni dell’organizzazione per la tutela dell’infanzia, Save the Children, riguardo alla situazione dei giovani afghani. Ogni singolo bambino nato e cresciuto in Afghanistan negli ultimi 18 anni ha vissuto il conflitto e ha sofferto a causa della guerra nel proprio Paese. L’organizzazione ha sottolineato tale dato il 7 ottobre, giorno in cui ricorrono i 18 anni dall’intervento in Afghanistan degli Stati Uniti, a seguito degli attacchi dell’11 settembre 2001 a New York. Secondo la dichiarazione, “circa 20 milioni di bambini si svegliano ogni giorno nel timore di spari o bombe e vengono uccisi o mutilati nelle proprie strade, scuole o case”. Save the Children ha, inoltre, aggiunto che, su una popolazione di 35 milioni di abitanti, circa 12.500 bambini sono stati uccisi o mutilati tra il 2015 e il 2018 e 3,7 milioni di bambini, il 60% dei quali ragazze, non vanno a scuola. Infine, sono ben 3,8 milioni i minori che necessitano di assistenza umanitaria. 

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto, al momento il Paese si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i talebani, mentre la seconda riguarda la presenza dell’ISIS sul territorio. Questi si sono recentemente installati nel Paese a seguito della fuga da altre regioni mediorientali. I talebani, invece, si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.     

Una serie di colloqui di pace tra USA e talebani sono iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan e di concordare il ritiro statunitense dal Paese. Tuttavia, nonostante a settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo, i colloqui sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato USA, sono state uccise. Tuttavia, il 3 ottobre, una delegazione talebana ha incontrato il ministro pakistano per gli Affari Esteri, Shah Mahmmod Qureshi, a Islamabad. Anche l’inviato speciale USA per la pace in Afghanistan ha incontrato i talebani nella stessa occasione, grazie agli sforzi del Pakistan, che sta cercando di riportare le parti al tavolo delle negoziazioni. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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