Tunisia: risultati delle parlamentari contesi

Pubblicato il 7 ottobre 2019 alle 6:00 in Africa Tunisia

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Alla chiusura dei seggi per le parlamentari tunisine, domenica 6 ottobre, tanto il partito islamista moderato Ennahda quanto il rivale Heart of Tunisia, del magnate dei media Nabil Karoui, sostengono di aver vinto le elezioni, nonostante non siano ancora noti i risultati ufficiali.

I seggi hanno chiuso alle 18.00, ora locale, nella giornata di domenica 6 ottobre, con i primi exit poll previsti per 20.00. L’affluenza alle urne alle ore 14.00 era appena del 15%, fatto che ha spinto i membri della commissione elettorale a lanciare un appello ai cittadini affinché si recassero in massa alle urne. Il fallimento di ripetute coalizioni di governo che hanno visto la costante inclusione di Ennahda, partito che incorpora l’élite di lungo corso del Paese, impegnarsi con scarso successo per risanare un’economia debole e la fatiscenza dei servizi pubblici ha scoraggiato gran parte dei cittadini tunisini.

Ennahda, il partito organizzato meglio, nonché quello che tuttora gode di più ampia popolarità a livello nazionale, si è trovato all’interno di numerose coalizioni di governo a partire dalla rivoluzione che, nel 2011, ha portato la democrazia nel Paese. Quanto a Karoui, egli è uno dei due candidati che sono riusciti ad arrivare al primo round delle presidenziali, nel mese di settembre. L’uomo era stato arrestato ad agosto con accusa di riciclaggio di denaro e frodi fiscali, accuse che l’uomo respinge. Nonostante ciò, la commissione elettorale aveva affermato che il candidato avrebbe avuto il diritto di competere per la posizione di presidente, in quanto non era stato emesso, al momento della candidatura, un verdetto contro di lui. La magistratura tunisina, il 18 settembre, si era rifiutata di rilasciare Karoui. Precedenti richieste erano già state respinte il 5 settembre dalla Corte d’Appello ed il 13 settembre dalla Corte Suprema di Cassazione.

Se da una parte entrambi i partiti hanno ugualmente fatto della battaglia contro la povertà il proprio slogan elettorale principale, Ennahda ha anche dipinto le elezioni come una gara contro i “partiti della corruzione”, definizione con cui fa riferimento al partito contrapposto, Heart of Tunisia, sostenendo il principale candidato rivale di Karoui alle presidenziali, ossia Kais Saied. Fino a poco tempo prima, Saied non era incluso tra i candidati favoriti nella corsa presidenziale, ma il candidato 61enne, dopo aver raccolto un grande supporto da parte del popolo tunisino, aveva fatto grandi progressi anche nel corso dei sondaggi condotti durante il periodo elettorale, e il giorno delle elezioni ha inferto un colpo decisivo ai suoi rivali.

La campagna elettorale per il secondo turno delle elezioni presidenziali, previsto per il 13 ottobre, ha avuto inizio giovedì 3 ottobre, e già in tale data l’atmosfera politica era stata definita tesa e ci si interrogava sull’integrità del processo elettorale. 

Lo scorso 17 settembre, l’Alta Commissione elettorale indipendente aveva annunciato i risultati finali delle elezioni presidenziali tunisine, tenutesi il 15 settembre, decretando la vittoria di due candidati e la loro ammissione al secondo turno. In particolare, Kaïs Saïed aveva ricevuto il 18.4% dei voti, mentre Nabil Karoui il 15.5%. I due candidati risultati vincitori di questo primo turno erano stati definiti “inaspettati”.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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