Portogallo: vincono i socialisti

Pubblicato il 7 ottobre 2019 alle 9:12 in Europa Portogallo

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António Costa ha vinto le elezioni in Portogallo. Quando mancano ancora da assegnare i 4 seggi dei portoghesi all’estero, il Partito Socialista del premier uscente ha conquistato il 36,6% e 106 seggi all’Assemblea Nazionale, non ha ottenuto la maggioranza assoluta (116 seggi) ma potrà continuare a governare in minoranza appoggiandosi o alla sinistra radicale del Bloco de Esquerda (9,7% e 19 seggi) o all’alleanza tra Partito Comunista Portoghese e Verdi (6,5% e 12 seggi). In un parlamento dove le forze di sinistra sono netta maggioranza, entrano anche 4 deputati del partito animalista PAN (Persone, Animali, Natura) e uno di Livre, formazione ecosocialista che entra in parlamento per la prima volta.

Per i comunisti si tratta di un risultato negativo, solo nel 2002 avevano conquistato così pochi seggi, e il segretario Jerónimo de Sousa ha già preannunciato che il partito valuterà di volta in volta le proposte che il governo presenterà all’Assemblea Nazionale.

Diversi esponenti del Partito Socialista hanno sottolineato che il governo non dipende più dall’unione di tutte le forze di sinistra in parlamento e hanno ricordato al Bloco de Esquerda e ai comunisti che potrebbero cercare anche il sostegno del Partito Socialdemocratico di centro-destra per far passare le misure di natura più centrista.

Il centro-destra esce molto ridimensionato dalle urne. Il Partito Socialdemocratico (PSD) ottiene il 27,9% e 77 seggi, il peggior risultato dal 2005, il leader Rui Rio ha ammesso la sconfitta e lasciato intendere che convocherà un congresso anticipato, al quale potrebbe non ricandidarsi. Il CDS-Partito Popolare ottiene il 4,3% e 5 seggi, 13 in meno del parlamento uscente. Per la storica formazione della destra conservatrice il peggior risultato negli ultimi trent’anni, ma allora il PSD governava con la maggioranza assoluta e i principali esponenti del partito erano passati all’altra formazione di centro-destra. La presidente del partito, Assunção Cristas, si è dimessa.

In parlamento entrano anche altre due formazioni, i liberali di Iniciativa Liberal e la destra radicale di Chega, entrambe con un seggio. Per l’estrema destra è la prima volta nell’Assemblea Nazionale dalla caduta della dittatura nel 1974. 

Con nove formazioni rappresentate l’Assemblea nazionale eletta ieri, domenica 6 ottobre, è tra le più frammentate della storia portoghese.

L’affluenza si è fermata al 55,4%, in calo di mezzo punto rispetto alle elezioni del 2015, segnando così un nuovo record negativo di partecipazione al voto parlamentare. 

 

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Italo Cosentino, interprete di portoghese

di Redazione

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