Mali: attacco contro missione di peacekeeping dell’ONU, 1 morto

Pubblicato il 7 ottobre 2019 alle 15:40 in Africa Mali

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Un operatore della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite in Mali è stato ucciso e altri 4 membri del personale sono stati feriti in seguito all’esplosione di un ordigno nel Centro-Nord del Paese. Le forze della MINUSMA (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali) e le truppe francesi sono stanziate sul territorio per combattere i jihadisti che minacciano la regione del Sahel. Al momento dell’attentato, verificatosi domenica 6 ottobre, i soldati stavano partecipando ad un pattugliamento nel villaggio di Aguelhok. Per questo, quando gli aggressori si sono avvicinati alla missione delle Nazioni Unite situata nella regione di Mopti, i peacekeepers si sono trovati indifesi e hanno dovuto ingaggiare una sparatoria con alcuni membri di un gruppo armato. Nello scontro, un operatore dell’ONU ha perso la vita.

“Il capo della MINUSMA, Mahamat Saleh Annadif, condanna fermamente la recente ripresa di questo tipo di attacchi, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali del Paese”, ha riferito la nota ufficiale della missione. Qualche giorno prima, l’1 ottobre, un gruppo di sospetti militanti jihadisti aveva attaccato 2 basi militari nel Mali centrale uccidendo 38 soldati. Il numero di vittime provocato dal duplice attentato è il più alto subito dall’esercito maliano dall’inizio di quest’anno. Fonti governative hanno confermato che ad essere state prese di mira sono state le postazioni di Boulkessi e Mondoro. In risposta all’attentato, l’esercito maliano ha lanciato un’operazione congiunta con le forze del Burkina Faso, supportata dalle truppe del commando francese operativo nell’area. “Tra i ranghi delle forze armate (FAMA) il bilancio provvisorio delle vittime è di 38 morti, 4 feriti, circa 60 dispersi e pesanti perdite in termini di attrezzatura ed equipaggiamento”, ha dichiarato il governo di Bamako.

Il presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita ha espresso una forte condanna delle violenze jihadiste perpetrate nei confronti delle truppe governative e ha assicurato che saranno prese tutte le misure necessarie per ostacolare una ripresa degli scontri. Il presidente ha affermato: “Oggi, più che in passato, la nostra nazione ha bisogno di solidarietà e di fermezza, non abbiamo bisogno che l’esercito si radicalizzi in opposizione a questi attacchi”.

La sicurezza del Mali è peggiorata da quando, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e Tuareg dai territori del Nord, che erano stati occupati nel corso dell’anno precedente. Da allora, si verificano periodicamente attacchi. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del Nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel Sud del Paese. Le autorità di Bamako si appoggiano soprattutto all’aiuto della missione dell’Onu, la UN Multidimensional Integrated Stabilization Mission (MINUSMA), e delle forze francesi per assicurare la stabilità nella regione, minacciata dai continui attacchi terroristici. Nell’ambito della MINUSMA, le Nazioni Unite hanno dispiegato circa 12.000 unità tra polizia ed esercito. Si tratta della missione più pericolosa tra tutte le quelle dei caschi blu. L’iniziativa è stata creata con la Risoluzione 2100 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il 25 aprile 2013, con l’obiettivo di fornire sostegno al processo di transizione politica e stabilizzazione nel Paese.

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Chiara Gentili

di Redazione

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