Libia: mentre l’Onu condanna, Haftar continua a colpire

Pubblicato il 7 ottobre 2019 alle 9:07 in Africa Libia

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La Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha condannato, il 6 ottobre, i recenti attacchi condotti dall’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato da Khalifa Haftar, contro gli aeroporti di Mitiga e Misurata, del 5 ottobre. A questi si aggiunge un ulteriore bombardamento, del pomeriggio del 6 ottobre, contro il Circolo Ippico di Janzour, nell’Ovest della capitale Tripoli, che ha causato feriti, tra cui bambini, e danni materiali alle strutture.

Circa quest’ultima offensiva, una squadra Onu ha riferito che un aereo da combattimento ha lanciato quattro bombe sul centro ippico, una struttura civile priva di elementi o beni di natura militare. L’attacco ha causato il ferimento da 3 a 5 bambini, oltre che di un uomo, e la morte di diversi cavalli presenti nel centro. Pertanto, l’UNSMIL ha condannato duramente l’accaduto, ribadendo che ogni attacco condotto contro soggetti ed oggetti civili costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, oltre a poter essere considerato un crimine di guerra. “La Missione chiede l’immediata cessazione di questi insensati attacchi, in particolare contro l’unico aeroporto civile rimasto nella Libia occidentale, che viene utilizzato da milioni di libici” sono state poi le parole da parte dell’Onu.

La giornata del 6 ottobre è stata interessata da altri attacchi ad opera delle forze di Haftar. Questi hanno interessato Misurata, Sirte e Tajoura. Circa Sirte, sono state le basi militari il bersaglio dell’Esercito Nazionale Libico. Inoltre, l’LNA ha provato altresì ad avvicinarsi al distretto di al-Aziziya, a 41 km a Sud-Ovest di Tripoli, ma le milizie tripoline sono riuscite a respingere l’avanzata, costringendo l’Esercito di Haftar a ritirarsi verso al-Sabea. Non da ultimo, il governo tripolino ha reso noto che l’avanzata via terra verso tale asse di combattimento è stata guidata da mercenari russi, supportate altresì da copertura aerea, anch’essa di origine straniera.

In tale quadro, il ministero degli Esteri del governo tripolino ha dichiarato che l’attacco del 5 ottobre contro l’aeroporto di Misurata è stato condotto per mezzo di un drone emiratino. Inoltre, il Ministero ha affermato di aver presentato una protesta formale al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in cui vengono condannati i bombardamenti contro gli aeroporti di Mitiga e Misurata, condotti dalle forze di Haftar, sostenute da Paesi stranieri.

L’aeroporto internazionale di Misurata rappresenta l’unico operativo nella Libia occidentale, dopo che quello di Mitiga continua a essere chiuso per il secondo mese, a seguito dell’ultima ondata di attacchi che ha avuto inizio il 1° settembre, quando 4 missili hanno colpito aree dell’aeroporto riservate al passaggio civili, causando danni a un aereo che trasportava decine di pellegrini e ferendo due membri dell’equipaggio di cabina.

Circa la presenza di mercenari russi, questa è stata denunciata lo scorso 25 settembre dal governo tripolino. In particolare, quest’ultimo ha affermato di aver ritrovato foto e video che ritraggono mercenari appartenenti a forze di sicurezza russe. Secondo quanto riferito da funzionari sia libici sia occidentali, si tratta di circa 100 soldati mercenari appartenenti ad una compagnia militare privata, nota col nome di “compagnia Wagner”, giunti in Libia nella prima settimana di settembre per prendere parte all’offensiva contro la capitale Tripoli. Il gruppo è guidato da Yevgeny Prigozhin, soprannominato “lo chef di Putin”, dato il precedente ruolo nel servizio catering del Cremlino.

Negli ultimi giorni, Haftar ha intensificato le proprie offensive sia via aerea sia via terra, nel quadro di una violenta campagna intensificatasi a partire dal 21 settembre, e che fa seguito a quella intrapresa il 4 aprile scorso, volta a prendere il controllo della capitale Tripoli. La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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