Afghanistan: scambio di prigionieri e possibile ripresa dei colloqui

Pubblicato il 7 ottobre 2019 alle 9:04 in Afghanistan Asia

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Un gruppo di militanti talebani è stato liberato dal governo afghano in cambio del rilascio di 3 prigionieri indiani. Lo scambio arriva a seguito di un incontro in Pakistan tra una delegazione statunitense e i leader del gruppo islamista. 

Tra i militanti talebani liberati ci sarebbero anche alcuni governatori, secondo quanto riferisce Al-Jazeera English. Da parte loro, i funzionari del gruppo islamista hanno confermato di aver rilasciato 3 ingegneri indiani, sebbene la notizia non sia ancora stata confermata da Nuova Delhi o dal governo afghano. Tuttavia, i funzionari talebani hanno parlato con i media, domenica 6 ottobre, in condizione di anonimato perché non autorizzati dalla loro leadership. I governatori della provincia Nord-orientale di Kunar e della provincia Sud-occidentale di Nimroz , lo sceicco Abdul Rahim e Maulvi Rashid, sono tra i talebani liberati, secondo quanto hanno riferito i funzionari del gruppo. Il dipartimento della Difesa dell’Afghanistan e l’ufficio del presidente hanno rifiutato di commentare tali ultimi eventi. 

Tale scambio è avvenuto dopo che l’inviato speciale per la pace degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, si è incontrato,  il 3 ottobre, con il principale negoziatore talebano, il co-fondatore del movimento e capo di una delegazione talebana nella capitale pakistana. La delegazione ha affermato che, durante l’incontro, le parti hanno discusso le condizioni di vita di circa 1,5 milioni di rifugiati afghani che vivono a Islamabad. Da parte loro, i funzionari statunitensi hanno riferito che Khalilzad si trovava a Islamabad per dare seguito ai colloqui che aveva tenuto a settembre a New York con alcuni funzionari pakistani, tra cui il Primo Ministro Imran Khan. Gli Stati Uniti hanno insistito sul fatto che Khalilzad non si trovava in Pakistan per riavviare i negoziati tra le due parti. 

I colloqui di pace tra USA e talebani erano iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan e di concordare il ritiro statunitense dal paese. Tuttavia, nonostante all’inizio di settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo a tale fine, i colloqui sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. I talebani si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dalle forze armate statunitensi, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO, nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.     

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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