Iraq: riprendono gli scontri a Baghdad, 11 morti

Pubblicato il 6 ottobre 2019 alle 6:00 in Iraq Medio Oriente

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Riprendono gli scontri violenti tra i manifestanti opposti al governo e le forze di polizia a Baghdad, sabato 5 ottobre, causando 11 morti dopo che era appena stato levato il coprifuoco dalla capitale irachena.

La polizia e il personale medico locale hanno stimato a 11 le vittime della nuova giornata di scontri, portando il bilancio complessivo della settimana, tra Baghdad e le altre principali città irachene, ad almeno 88 morti dallo scoppio delle proteste nel Paese.

I nuovi scontri hanno interrotto una giornata di relativa calma nella capitale. Nel distretto orientale di Baghdad, cecchini della polizia hanno sparato contro i manifestanti e numerose persone sono rimaste ferite. Nella città meridionale di  Nassiriya, dove sono state almeno 18 le vittime nel corso dei giorni precedenti, la polizia ha usato proiettili veri contro la gente in protesta, e i manifestanti hanno appiccato il fuoco ai quartier generali di numerosi partiti politici, tra cui la sede del potente partito Dawa, che ha dominato la scena irachena dal 2003, fino alle elezioni del 2018. Episodi di violenza sono stati registrati nuovamente anche a Diwaniya, altra cittadina a sud della capitale. La TV nazionale nel corso della giornata ha mandato in onda, nel frattempo, filmati degli incontri tra gli speaker del Parlamento e i leader delle proteste cittadine.

Le autorità irachene avevano appena tolto il coprifuoco nella capitale, dopo che le agitazioni antigovernative avevano provocato scontri violenti in cui sono morte 72 persone e centinaia sono rimaste ferite. Nella prima parte della giornata di sabato, il traffico era apparso normale a Baghdad, e le principali strade e piazze della città erano rimaste calme. Recinsioni e barriere erano ancora in piedi a bloccare i principali luoghi in cui migliaia di manifestanti si erano scontrati con le forze dell’ordine nel corso della settimana conclusasi.

Funzionari del gabinetto governativo del primo ministro, Adel Abdul Mahdi, avevano incontrato i rappresentanti dei cittadini in rivolta a Baghdad e in altre province irachene per discutere e ascoltare le loro richieste. Tanto Mahdi quanto il presidente iracheno, Barham Salih, avevano entrambi affermato di voler venire incontro alle necessità espresse dal popolo.

Lo speaker del Parlamento nazionale, inoltre, nella giornata di venerdì 4 ottobre, aveva proposto di migliorare il sistema di attribuzione delle case popolari per i meno abbienti, e le offerte di lavoro per i giovani in cerca di impiego. Allo stesso tempo, verrà fatta giustizia, punendo i responsabili degli omicidi dei manifestanti.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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