Iran dichiara di aver sventato l’omicidio del comandante Soleimani

Pubblicato il 6 ottobre 2019 alle 7:12 in Iran Medio Oriente

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Un alto ufficiale iraniano ha rivelato che Teheran avrebbe sventato il tentativo di agenzie di spionaggio arabe e israeliane di assassinare il generale Qassem Soleimani, comandante delle Quds Force, l’unità di forza speciale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC).

Il capo dell’intelligence delle IRGC, Hossein Taeb, che ha reso nota la vicenda, ha affermato che “3 terroristi” sono stati catturati e arrestati prima di poter attaccare Soleimani. I sospettati, secondo Taeb, avrebbero pianificato l’omicidio durante le commemorazioni religiose di Ashura, tra il 9 e il 10 settembre. Gli uomini hanno cercato di acquistare una proprietà vicino alla moschea costruita dal padre di Soleimani, nella città di Kerman, e di scavare un tunnel sotterraneo per riempirlo con circa “350-500 chilogrammi di esplosivo”. “La squadra aveva progettato di far saltare in aria l’intero posto non appena Soleimani sarebbe entrato nella moschea”, ha chiarito Taeb. I sospettati, ha riferito il capo dell’intellince delle IRGC, si sono recati in un Paese vicino prima di compiere l’attentato e grandi somme di denaro sono state spese per addestrarli e prepararli. “Il complotto per l’assassinio è stato orchestrato dai servizi segreti arabo-israeliani ed era già stato deciso alcuni anni fa”, ha dichiarato Taeb che, tuttavia, non ha nominato i Paesi coinvolti. Inoltre, il quotidiano Al Jazeera ammette, non è ancora stato possibile verificare in maniera indipendente la veridicità degli eventi riportati dai media iraniani.

Soleimani è il capo delle Quds Force, dirige le operazioni estere ed è considerato l’ideatore della strategia militare iraniana nella regione. A marzo, aveva ricevuto il più alto riconoscimento militare iraniano, “l’Ordine di Zulfikar”. Secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri israeliano già all’epoca stava lavorando per “sradicare” Soleimani. Le Quds Force avevano sostenuto il presidente siriano Bashar al-Assad nei momenti di difficoltà durante la guerra in corso nel suo Paese e avevano anche aiutato le milizie a sconfiggere lo Stato Islamico in Iraq. Negli ultimi tempi sono stati frequenti gli attacchi contro le basi delle Quds Force in Siria e, nel mese di agosto, Israele aveva accusato il gruppo iraniano di pianificare “attacchi con droni killer”. Risale al 24 agosto la dichiarazione di un portavoce militare israeliano, Jonathan Conricus, secondo cui tale braccio armato stava progettando di lanciare droni armati e muniti di esplosivi contro la zona settentrionale di Israele.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica è un organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Il gruppo è nato come milizia influenzata dalla fede ideologica verso la Guida suprema dell’Iran, detto anche guida spirituale, a cui i Guardiani hanno giurato assoluta fedeltà. Negli anni, l’organo dapprima solo militare ha via via ampliato il suo potere all’interno dello Stato, e allo stato attuale si occupa principalmente della sicurezza nazionale, essendo responsabile di sicurezza interna, controllo delle frontiere, attività di polizia e delle operazioni missilistiche. A oggi l’organo dispone di circa 120.000 uomini suddivisi in forze di terra, aeree e navali, e controlla anche alcune milizie volontarie chiamate basiji, in cui si arruolano i più giovani.

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Chiara Gentili

di Redazione

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