Nigeria: incursione in un collegio, 6 bambine rapite

Pubblicato il 5 ottobre 2019 alle 6:08 in Africa Nigeria

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Un gruppo di uomini armati ha rapito 6 bambine e 2 membri dello staff di un collegio nel Nord della Nigeria. Secondo quanto riferito dal portavoce della polizia nigeriana, Yakubu Sabo, i banditi si sono intrufolati nel collegio misto di Engravers, situato in un quartiere della città di Kaduna, e hanno portato via 8 persone. Sono ancora ignoti i responsabili del sequestro e non si sa dove siano stati portati gli ostaggi. “Il comando della polizia di stato di Kaduna si è già mobilitato e ha inviato alcuni agenti per rintracciare gli autori di questo rapimento, salvare le vittime e arrestare i criminali. L’operazione è ancora in corso”, ha dichiarato Yakubu Sabo.

Rapimenti in cambio di riscatto sono piuttosto frequenti in Nigeria e le zone di collegamento tra la capitale Abuja e la città di Kaduna hanno visto un aumento degli agguati da parte di criminali armati. Il 28 agosto, più di 50 persone, tra cui diversi minori e donne incinte, erano state rapite durante un raid contro un villaggio nel Nord-Ovest del Paese. Alhaji Musa, a cui sono state sottratte 2 figlie, aveva riferito che nella notte erano accorsi intorno al villaggio circa 100 “banditi” che “sparavano da ogni parte”. “Hanno continuato per almeno 3 ore senza che nessuno li fermasse”, aveva aggiunto il testimone. Il governo attribuisce generalmente tale tipo di attacchi a gruppi di banditi locali, individui fuorilegge che sono soliti compiere rapine, sequestri e uccisioni contro i residenti in cambio di riscatti. Le bande criminali sono da lungo tempo una piaga delle comunità rurali del Paese. Tuttavia, responsabili di un gran numero di rapimenti in Nigeria sono anche i militanti delle organizzazioni terroristiche, prima tra tutti Boko Haram.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 30.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Nell’aprile 2014, il sequestro di 275 studentesse della città di Chibok aveva destato grande scalpore a livello internazionale, mettendo il gruppo jihadista sotto i riflettori e spingendo alla campagna globale #BringBackOurGirls. 100 di queste studentesse risultano ancora disperse. Dal 2014, l’organizzazione ha rapito circa 2.000 ragazze e ragazzi, tra cui molti bambini, maltrattati, abusati e usati come militanti o kamikaze. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state sequestrate, vengono costrette a diventare terroriste suicide. L’ultimo rapimento risale al 19 febbraio, quando circa 100 ragazze sono state sequestrate a Dapachi.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha vinto le elezioni del 27 febbraio 2019 aggiudicandosi un secondo mandato per i prossimi 4 anni, dopo aver promesso di dare incentivi alla crescita economica del Paese, rafforzare la sicurezza e lottare contro la corruzione. Buhari era stato nominato presidente la prima volta alle elezioni del 29 maggio 2015, promettendo di porre come priorità assoluta del suo governo la sicurezza del Paese. Tuttavia, durante i suoi mandati, il presidente fatica a realizzare i suoi obiettivi. Nonostante il capo di Stato abbia più volte annunciato di essere riuscito a debellare l’organizzazione terroristica di Boko Haram, gli attacchi continuano ad essere frequenti e ad alto tasso di mortalità. Il 28 luglio, almeno 65 persone sono morte a causa di un attentato perpetrato da alcuni militanti di Boko Haram contro un gruppo di nigeriani di ritorno da un funerale, nello Stato nordorientale del Borno.

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Chiara Gentili

di Redazione

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