Balcani: il viaggio di Pompeo sul futuro della NATO e le minacce della Russia

Pubblicato il 5 ottobre 2019 alle 6:15 in Balcani USA e Canada

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Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo, si è recato, venerdì 4 ottobre, in 2 Paesi dei Balcani occidentali, il Montenegro e la Macedonia del Nord, per discutere del futuro dell’alleanza transatlantica.

La visita di Pompeo è la prima di un alto funzionario in Montenegro dal momento della sua proclamazione di indipendenza, nel 2006, e in Macedonia del Nord, indipendente dal 2000.

In Montenegro, il Segretario di Stato ha avuto modo di incontrare il ministro degli Affari Esteri, Srdjan Darmanovic, e il Capo di Stato, Milo Djukanovic.

Il viaggio del Segretario di Stato era iniziato in Italia, dove aveva incontrato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio. Dopo aver visitato la Macedonia del Nord, Pompeo si recherà ad Atene, dove incontrerà i vertici della Grecia.

La visita di Stato del funzionario americano, secondo quanto riportato da Reuters, si pone in un momento critico per gli Stati Uniti, dove è in corso la messa in stato di accusa del Capo di Stato, Donald Trump, accusato di abuso di ufficio durante una chiamata con il presidente dell’Ucraina. Secondo l’opposizione, nel corso della telefonata, Trump aveva chiesto al presidente dell’Ucraina di indagare sul figlio di Joe Biden.

Tale vicenda, stando a quanto riportato da Reuters, non è stata affrontata nel corso della visita di Stato di Pompeo in Montenegro e, nel corso della nota stampa lasciata poco prima del vertice con il premier, Dusko Markovic, e il Capo di Stato, Pompeo non ha risposto alle domande dei giornalisti in merito alla condotta del Rappresentante speciale della Casa Bianca in Ucraina, Kurt Volker, il quale aveva dichiarato di ritenere “folle” il ritiro degli aiuti economici a Kiev, la quale si trova ad affrontare la “minaccia russa”.

Secondo quanto reso noto da diversi funzionari dell’Amministrazione Trump, il viaggio di Pompeo nei Balcani è finalizzato a discutere delle principali problematiche in materia di sicurezza, in un contesto in cui il Montenegro è entrato nella NATO nel 2017 e si prevede che la Macedonia si unisca entro la fine dell’anno.

Al centro della visita, ha reso noto un alto funzionario del Dipartimento di Stato, in condizioni di anonimato, “vi sono gli alleati NATO numero 29 e numero 30”, il che “sottolinea l’importanza dell’allargamento dell’Alleanza Atlantica e la politica di porte aperte adottata”.

Il funzionario americano ha altresì annunciato che “sicuramente” in entrambi i Paesi si discuterà “degli sforzi della Russia nel creare discordia nella regione”, facendo riferimento alle accuse in merito al coinvolgimento della Russia nel tentato golpe in Montenegro del 2016 e le presunte interferenze russe nella risoluzione della disputa tra Macedonia del Nord e Grecia.

Secondo quanto ricostruito da Reuters, due agenti dell’intelligence della Russia sono stati tra le 13 persone che la Corte di Stato montenegrina ha giudicato colpevoli di essere coinvolte nel tentato complotto delle elezioni del 2016, finalizzato a rovesciare il governo del Montenegro, uccidere il premier e portare la coalizione filorussa al potere. Nello specifico, la sentenza menziona anche il tentativo dei colpevoli di prevenire l’ingresso del Montenegro nella NATO.

Da parte sua, Mosca ha ripetutamente negato le accuse in merito al proprio coinvolgimento.

 Per quanto concerne la Macedonia del Nord, invece, il suo percorso di integrazione nelle istituzioni dell’Europa occidentale è stato ripetutamente ostacolato dalla disputa con la Grecia in merito al nome del Paese, precedentemente noto come Macedonia. Tale nome era contestato da Atene in virtù dell’esistenza dell’omonima regione della Grecia. L’11 gennaio 2019, però, il parlamento di Skopje aveva approvato il cambio del nome del Paese, ora divenuto Repubblica della Macedonia del Nord.

Lo scorso 10 settembre, anche l’inviato speciale per i Balcani occidentali degli Stati Uniti, Matthew Palmer, aveva dichiarato di essere convinto che a desiderare che la regione rimanga caratterizzata dal disordine sia la Russia. Nello specifico, Palmer aveva dichiarato che gli Stati Uniti “vedono i Balcani parte della grande famiglia dei Paesi occidentali, integrati nelle istituzioni euro-atlantiche, mentre la Russia ha dimostrato di desiderare una regione caratterizzata dal disordine e dalla diffidenza reciproca”. Per quanto concerne Skopje, Palmer aveva altresì reso noto di non credere “che i russi abbiano terminato di impegnarsi nel causare problemi in Montenegro o nella regione dei Balcani occidentali” dato che questo è ciò che “si percepisce in tutta l’area”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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