Tunisia: sventato un attentato terroristico

Pubblicato il 4 ottobre 2019 alle 10:24 in Africa Tunisia

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Il Ministero dell’Interno tunisino ha dichiarato, il 3 ottobre, che le proprie unità di sicurezza sono state in grado di sventare un attentato terroristico, volto a minare il processo elettorale in corso.

In particolare, è stato reso noto l’arresto di un terrorista ricercato, dopo che le forze dell’ordine gli hanno teso un’imboscata mentre si trovava nel governatorato di Mahdia, nel Centro-Est della Tunisia. Il terrorista si stava preparando a condurre un’operazione terroristica per mezzo di un esplosivo telecomandato. I dispositivi finalizzati allo scopo sono stati tutti detenuti dalle forze di polizia. Il Ministero non ha rivelato l’identità del terrorista arrestato, ma ha confermato che questo aveva contatti con molti militanti all’estero appartenenti allo Stato Islamico.

La Tunisia è caratterizzata da settimane da un fervido clima elettorale, in vista di elezioni sia presidenziali sia parlamentari. Ciò ha portato ad un rafforzamento delle forze di sicurezza, per evitare qualsiasi eventuale minaccia terroristica o simili interferenze che potrebbero causare ritardi o problematiche al processo elettorale. In particolare, le elezioni parlamentari sono previste per domenica 6 ottobre, mentre il secondo turno di quelle presidenziali si terrà dopo una settimana, il 13 ottobre.

Di fronte a tale scenario, il capo del Comitato nazionale tunisino per la lotta al terrorismo, Mokhtar Ben Nasr, ha dichiarato che le organizzazioni terroristiche sfruttano circostanze ed eventi importanti, come le elezioni, al fine di compiere operazioni terroristiche ed ostacolare il clima elettorale. I militanti jihadisti cercherebbero, per Nasr, di confondere la situazione politica con problematiche di sicurezza. Tuttavia, è stato affermato che, al momento, la situazione in Tunisia è sotto controllo, grazie alla prontezza delle forze militari e di sicurezza.

Nel corso degli ultimi anni, nelle alture del governatorato di Kasserine si sono verificati numerosi scontri tra le forze di sicurezza tunisine e i gruppi armati affiliati ad Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI), un gruppo terrorista jihadista, attivo nell’area sahariana e saheliana, e fedele allo Stato Islamico. In particolare, un gruppo col nome di “Battaglione di Uqba ibn Nafi”, legato ad AQMI, si nasconde tra le province di Kasserine, nel Centro-Ovest, Jendouba e El-Kef, al confine con l’Algeria. Secondo stime delle forze dell’ordine algerine, tale gruppo è composto da circa 100 terroristi.

La minaccia del terrorismo è molto alta in Tunisia, soprattutto al confine con la Libia, nonostante il Paese stia conducendo una rigida campagna anti-terrorismo, al fine di innalzare i livelli di sicurezza in tutto il Paese. A tal proposito, risale al 2 settembre scorso uno scontro a fuoco tra le forze della Guardia nazionale e un gruppo di terroristi a Kasserine, che ha portato alla morte di un poliziotto e 3 uomini armati.

Dal 24 novembre 2015 in Tunisia vige lo Stato di emergenza, istituito in seguito a una serie di attacchi rivendicati dall’ISIS. Il 18 marzo di quell’anno, due giovani tunisini armati di kalashnikov entrarono nel museo del Bardo, a Tunisi, dove uccisero 24 persone, di cui 20 turisti, 4 dei quali italiani. Successivamente, il 26 giugno, un militante armato dello Stato Islamico fece irruzione presso un resort di Port El Kantaoui, a 10 km da Susa, uccidendo 37 persone. Un ulteriore attacco, del 24 novembre 2015, provocò la morte di 12 ufficiali. Da allora, lo stato di emergenza è stato prolungato diverse volte, di cui l’ultima l’8 aprile 2019.

Un’altra minaccia in Tunisia è costituita dal ritorno dei foreign fighters tunisini che negli ultimi anni sono partiti verso la Siria e l’Iraq. Secondo le stime del Soufan Group, nell’ottobre del 2015, 6.000 combattenti tunisini erano presenti in Medio Oriente, costituendo il gruppo di foreign fighters più numeroso rispetto a tutti gli altri Paesi. Nel 2016, due degli attentati terroristici che hanno colpito l’Europa, rivendicati dallo Stato Islamico, sono stati commessi da cittadini tunisini. Il primo si è verificato Il 14 luglio 2016, ed è stato commesso dal 31enne Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, tunisino residente a Parigi, che ha falciato la folla presente sulla promenade di Nizza, uccidendo 86 persone e ferendone 458. Il secondo attentato, invece, si è verificato il 19 dicembre a Berlino, per mano del giovane 24enne tunisino Anis Amri, che ha causato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48, travolgendo i mercatini di Natale presenti nella capitale tedesca.

Di fronte a tale scenario, le forze di sicurezza tunisine hanno messo in atto strategie per prevenire le attività terroristiche. Inoltre, il governo ha posto la lotta al terrorismo tra le proprie priorità, collaborando anche a livello internazionale e con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di migliorare le proprie capacità ed il proprio apparato di sicurezza.

L’instabilità in Libia ha permesso ai gruppi terroristici, incluso l’ISIS, di continuare le operazioni di contrabbando presso le frontiere, anche se nel 2017 non sono stati registrati attacchi terroristici legati alla Libia. Il Global Terrorism Index 2018 dell’Institute for Economics and Peace ha inserito la Tunisia al 47 posto tra i 138 Paesi analizzati per l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 4,08 su 10.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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