L’Italia al centro degli scandali della Casa Bianca: Conte riferisce al COPASIR

Pubblicato il 4 ottobre 2019 alle 12:26 in Italia USA e Canada

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Il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, riferirà al Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR) riguardo ai colloqui della scorsa settimana tra il procuratore generale statunitense, William Barr, e alcuni funzionari di alto livello dell’intelligence italiano.

Secondo quanto riferito dal New York Times, il presidente USA, Donald Trump, avrebbe inviato Barr a Roma per raccogliere informazioni sull’inchiesta condotta da Robert Mueller sul cosiddetto Russiagate, il 27 settembre. Barr avrebbe quindi parlato con “funzionari del governo italiano”, ma non è ancora chiaro quali siano le informazioni scambiate. Il quotidiano statunitense sottolinea inoltre che, nel tentativo screditare il rapporto di Mueller, Trump avrebbe inviato Barr in Italia per cercare un professore maltese, Joseph Mifsud, citato nel report sul Russiagate per i suoi legami con Mosca.

Joseph Mifsud, ex professore della facoltà di scienze politiche della Link Campus University di Roma, avrebbe raccontato a George Papadopoulos, un consulente della campagna elettorale di Trump, che i russi erano in possesso di “migliaia” di e-mail scritte da Hillary Clinton. Sarebbe proprio dalle dichiarazioni di Mifsud che sono partite le indagini riguardanti la richiesta dell’attuale presidente Trump di supporto alla Russia contro la rivale politica alle elezioni dell’8 novembre 2016. Da allora il professore in questione, tuttavia, risulta scomparso.

Trump e il suo avvocato personale, Rudy Giuliani, sostengono il signor Mifsud non abbia legami con Mosca, come riportato nell’indagine Mueller, ma sia invece un agente dell’intelligence occidentale, e forse della CIA. Secondo Trump, le dichiarazioni di Mifsud fanno parte di una messa in scena, architettata dall’amministrazione Obama per incastrare il consigliere della campagna di Trump citato nel rapporto di Muller. “Mifsud era un agente italiano gestito dalla CIA”, ha scritto Papadopoulos in un post su Twitter, il 27 settembre, giorno in cui Barr si trovava in Italia. “L’Italia detiene le chiavi del regno. Giusto governo, momento giusto”, continua il post.

Fonti interne all’ufficio del premier italiano hanno riferito che Conte non è preoccupato dall’ipotesi di un coinvolgimento dell’intelligence italiano nel caso. Fonti dell’intelligence italiana, nel frattempo, hanno negato le notizie secondo cui Mifsud avrebbe chiesto protezione alle autorità italiane o riguardanti una deposizione registrata in cui l’uomo spiegherebbe di considerarsi in pericolo. Il DailyBeast ha riferito che una simile registrazione sarebbe stata riprodotta durante l’incontro tra Barr e l’intelligence italiano a Roma.

Mueller ha formalmente chiuso le indagini sul Russiagate venerdì 22 marzo. Il consigliere speciale ha concluso che non esistono prove sufficienti per sostenere l’accusa di collusione tra il presidente americano, Donald Trump, e la Russia durante la campagna elettorale del 2016. Tuttavia, la questione riguardante l’accusa di aver ostacolato lo svolgimento delle indagini rimane aperta. Tra i condannati in questa inchiesta c’è però l’ex consigliere di Trump, George Papadopoulos, che ha scontato 14 giorni di carcere. Si era dichiarato colpevole, nell’ottobre 2017, di aver mentito all’FBI riguardo le tempistiche degli incontri avvenuti con i presunti intermediari di Mosca.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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