Libia, immigrazione: 102 persone tratte in salvo, cala del 43,1% l’immigrazione irregolare

Pubblicato il 4 ottobre 2019 alle 11:52 in Immigrazione Libia

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La Guardia Costiera libica ha reso noto, il 3 ottobre, di aver tratto in salvo 102 migranti irregolari a largo delle coste di Tripoli, nel corso di un’operazione condotta il 1° ottobre.

In particolare, il gommone si trovava a 49 miglia a Nord-Est di Tripoli e a bordo vi erano altresì 3 donne e un bambino. Secondo quanto rivelato dal centro operativo della Guardia Costiera, i migranti erano di diverse nazionalità. Nello specifico 48 dal Sudan, 18 dal Mali, 6 del Ciad e del Sudafrica, 10 dal Benin, 13 senegalesi, 3 guineani e 3 egiziani. Questi sono stati tutti portati ad Homs per ricevere l’assistenza medica e umanitaria necessaria.

Tale notizia giunge dopo che l’Ufficio informazioni e della cultura marittima della Marina libica ha annunciato che nei primi nove mesi del 2019 sono stati registrati 7036 migranti irregolari. Tale cifra, paragonata ai 12.365 migranti dello stesso periodo del 2018, segna un calo del 43,1%. Inoltre, è stato altresì riportato un calo nei migranti tratti in salvo e deceduti. Nello specifico, la Marina ha salvato con successo 6.835 migranti da gennaio a settembre 2019, rispetto ai 119.952 dell’anno scorso, con un calo del 42,8%. Inoltre, 11 corpi sono stati recuperati rispetto agli 88 del 2018, registrando una diminuzione dell’87,5%. Infine, il numero di persone scomparse nei primi nove mesi del 2019 ammonta a circa 190, rispetto ai 325 migranti dispersi nello stesso periodo dell’anno scorso, con un calo del 41,5%.

Secondo quanto affermato dalla Marina Libica, tali cifre dimostrano il successo degli sforzi profusi dalla Guardia Costiera e dagli altri enti impegnati nel salvataggio dei migranti, nonostante le difficoltà e gli ostacoli da superare ed un “piano pericoloso” che vede cittadini di altri Paesi “inondare la Libia”, oltre all’assenza di “coscienza umana”.

Circa la questione migrazione in Libia, è del 19 settembre la notizia riguardante il salvataggio di 493 migranti in soli quattro giorni, avvenuto, nello specifico, attraverso operazioni condotte dal 15 al 18 settembre da diverse squadre della Guardia costiera della Marina libica. Il 27 agosto scorso, invece, un’imbarcazione con a bordo oltre 100 migranti è affondata al largo delle coste libiche.

Il 13 settembre, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene dichiarato che sono almeno 655.144 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano tra il 3 giugno ed il 4 agosto 2019, provenienti da 39 nazionalità diverse. Tra questi, l’8% è composto da minori, per il 33% non accompagnati. L’area geografica di origine principale è l’Africa sub-Sahariana, da cui parte il 62% dei migranti, provenienti soprattutto dal Niger, Paese di provenienza del 20% dei migranti. Gli altri maggiori punti di partenza sono Egitto, Chad, Sudan e Nigeria. Una volta arrivati in Libia, talvolta senza passare da nessun altro Paese, i migranti si stanziano prevalentemente nelle aree di Tripoli, Ejdabia e Murzuq.

Sebbene negli ultimi due anni il numero sia diminuito, secondo le stime dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), sono 859 i migranti morti nel Mar Mediterraneo dall’inizio del 2019, sino al 22 agosto. In particolare, la Libia rappresenta un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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