Kosovo-Serbia: Stati Uniti nominano nuovo inviato speciale per il dialogo

Pubblicato il 4 ottobre 2019 alle 19:11 in Balcani USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che il suo ambasciatore a Berlino, Richard Grenell, sarà l’Inviato speciale della Casa Bianca per il negoziato tra Kosovo e Serbia.

La nomina di Grenell giunge a poco più di un mese di distanza da quella del nuovo Rappresentante speciale degli Stati Uniti per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer, il quale era stato nominato dal Dipartimento di Stato americano venerdì 30 agosto.

La nomina di Parlmer aveva evidenziato il ritorno dell’attenzione degli Stati Uniti sulla regione dei Balcani, caratterizzata da profonda instabilità sin dalla dissoluzione della Iugoslavia. Nello specifico, al momento dell’ufficializzazione della nomina di Palmer, l’ufficio del portavoce del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva reso noto che il nuovo Rappresentante speciale avrebbe consentito agli Stati Uniti di disporre di qualcuno in grado di guidare gli Stati Uniti nelle loro azioni diplomatiche “a supporto della pace, della stabilità e della prosperità nella regione”. Parallelamente, la creazione di tale ruolo avrebbe consentito a Washington di rivolgere la propria attenzione anche all’integrazione dei Paesi dei Balcani nelle principali istituzioni dell’Occidente.

La decisione di affiancare a Palmer un nuovo Inviato della Casa Bianca, secondo quanto reso noto dal Washington Times, deriva dalla grande esperienza di Grenell nel campo della comunicazione politica, fattore chiave per la facilitazione della ripresa del dialogo tra Kosovo e Serbia.

La nomina di Grenell è stata ben accolta dal ministro degli Affari Esteri del Kosovo, Behgjet Pacolli, il quale ha dichiarato di ritenere tale scelta della Casa Bianca una ulteriore dimostrazione “dell’interesse personale degli Stati Uniti e di Trump nell’ottenere un accordo legalmente vincolante per Kosovo e Serbia, il quale sancirà la mutua ricognizione e la pace nella regione”.

Da parte sua, il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, ha ripreso le parole del proprio ambasciatore, aggiungendo altresì che Pristina “è ora più fiduciosa per quanto riguarda il processo di dialogo e la possibilità di raggiungere il riconoscimento da parte della Serbia, oltre che l’ingresso nelle Nazioni Unite, portando a termine il processo di consolidamento internazionale dello Stato”.

La nomina di Grenell, ha aggiunto Thaci, “è anche una buona notizia per l’intera regione e per tutti coloro che si spendono per il raggiungimento di pace e sviluppo sostenibile per il bene di tutti gli Stati Sud-Est europei”. In merito al supporto americano, Thaci ha altresì dichiarato che il Kosovo “ha sempre detto e creduto di essere fortunato ad avere il supporto degli Stati Uniti”.

Richard Grenell è ambasciatore degli Stati Uniti in Germania dal maggio 2018. Stando alla decisione della Casa Bianca, Grenell manterrà il proprio incarico diplomatico. Nel corso della sua carriera, il nuovo inviato presidenziale è stato delegato degli Stati Uniti alle Nazioni Unite durante la presidenza di George W. Bush, oltre che uno dei primi sostenitoir della campagna elettorale di Trump nel 2016.

 È un momento delicato per la Serbia e per il Kosovo, entrambi vicini alle elezioni. Dopo la nomina del nuovo Rappresentante Speciale della Casa Bianca per i Balcani occidentali, Matthew Palmer, i Paesi della regione avevano intravisto dopo tempo uno spiraglio di possibilità per la riapertura del dialogo tra Pristina e Belgrado, fattore che vincola lo sviluppo dell’intera regione balcanica.

Anche la Serbia aveva inizialmente mostrato apertura, ma il 9 settembre il ministro dell’Interno serbo, Nebojsa Stefanovic, aveva dichiarato che la Serbia continuerà ad opporsi all’ingresso del Kosovo nell’Interpol. Tale dichiarazione rappresentava un cambio di rotta rispetto a quanto finora emerso, dal momento che il Kosovo aveva imposto i dazi sui beni importati dalla Serbia proprio in virtù dell’ostruzionismo portato avanti da Belgrado in merito al possibile ingresso di Pristina nell’Interpol e, da parte sua, la Serbia aveva annunciato che fino a quando permarranno i dazi, Belgrado non avrà intenzione di avviare il processo di dialogo. Poco prima, il premier uscente del Kosovo, Ramush Haradinaj, il quale si è dimesso nel mese di luglio, aveva dichiarato che finché la Serbia non riconoscerà l’indipendenza di Pristina non avrà senso avviare un processo di dialogo.

Tuttavia, la Serbia aveva reso noto di riporre speranze nel nuovo governo che assumerà il potere, il quale potrà essere “più costruttivo e positivo”, “abolire le tasse sui beni serbi e aprire la strada per un nuovo dialogo”. Nel frattempo, le elezioni in entrambi i Paesi, il 6 ottobre a Pristina, mentre a Belgrado in primavera, sono considerate positivamente dagli Stati Uniti, che intendono fare da mediatore affinché tra le due elezioni si riapra il dialogo per identificare i punti di incontro, così come di divergenza, al fine di raggiungere un accordo che possa essere il migliore possibile per il futuro di entrambi” e per consentire lo sviluppo della regione.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play  

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.