Corea del Nord tra negoziati diplomatici e test missilistici

Pubblicato il 4 ottobre 2019 alle 10:37 in Corea del Nord Giappone USA e Canada

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I team di negoziatori degli Stati Uniti e della Corea del Nord riprenderanno i colloqui sul nucleare, sabato 5 ottobre, a Stoccolma. Intanto, i recenti test missilistici di Pyongyang rischiano di minare ulteriormente i rapporti con il Giappone. 

L’incontro a Stoccolma sarà il primo colloquio formale da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un, si sono incontrati il 30 giugno, promettendo di riavviare i negoziati tra le parti. Tuttavia, il ritorno al tavolo delle trattative non è stato facile a causa di una serie di test missilistici avviati dalla Corea del Nord negli ultimi mesi. Il 3 ottobre, Pyongyang ha confermato di aver eseguito con successo il test di un missile balistico lanciato da un sottomarino, definendolo necessario per l’autodifesa e il contenimento delle minacce esterne.

Il leader del Paese, Kim Jong-Un, ha inviato “calorose congratulazioni” agli scienziati della Dipartimento della Difesa di Pyongyang che hanno condotto il lancio, secondo quanto dichiarato dall’agenzia di stampa statale, KCNA. I media locali hanno sottolineato il fatto che il leader supremo nordcoreano non ha supervisionato il test, come è solito fare in caso di nuove tecnologie. Il nuovo tipo di missile, chiamato Pukguksong-3, è stato “lanciato in modalità verticale” dalle acque al largo della città orientale di Wonsan. “Il successo del nuovo tipo di missile ha un grande significato e ha inaugurato una nuova fase che prevede il contenimento della minaccia delle forze esterne e il rafforzamento ulteriore del braccio militare”, ha riferito l’agenzia di stampa statale. Il test “non ha avuto alcun impatto negativo sulla sicurezza dei Paesi vicini”, si legge ancora sui media. Tale test ha rappresentato una delle azioni più gravi messe in atto dalla Corea del Nord da quanto sono iniziati i colloqui con gli Stati Uniti sul nucleare, 3 anni fa. 

Il Giappone ha presentato un reclamo immediato, affermando che il missile è atterrato nella zona economica esclusiva del Giappone. Anche in questo caso, è la prima volta che un missile nordcoreano è atterrato così vicino al Giappone da novembre 2017. Il 4 ottobre, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha dichiarato di essere determinato a incontrare il leader della Corea del Nord per risolvere il problema dei giapponesi rapiti dagli agenti nordcoreani, mantenendo l’apertura al dialogo nonostante i lanci missilistici. “Sono determinato a incontrare il presidente Kim Jong Un faccia a faccia, senza precondizioni, per risolvere l’importantissimo problema dei rapimenti”, ha dichiarato Abe in un discorso, all’inizio di una sessione parlamentare. Nel 2002, la Corea del Nord ha ammesso che i suoi agenti avevano rapito 13 giapponesi. Il Giappone afferma che i suoi cittadini rapiti sarebbero 17, 5 dei quali sono già stati rimpatriati. La Corea del Nord ha comunicato poi che 8 sarebbero morti e altri 4 non risultano essere mai entrati nel Paese. Abe ha promesso di continuare i negoziati sul tema, fino a quando tutte le persone coinvolte non saranno tornate in Giappone.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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