Tunisia: in attesa del secondo round delle elezioni presidenziali

Pubblicato il 3 ottobre 2019 alle 12:20 in Africa Tunisia

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La campagna elettorale per il secondo turno delle elezioni presidenziali in Tunisia ha avuto inizio giovedì 3 ottobre. L’atmosfera politica è stata definita tesa e ci si interroga sull’integrità del processo elettorale.

Secondo quanto riportato da al-Arabiya, la motivazione di tale clima è da far risalire all’assenza di pari opportunità tra i due candidati, il conservatore Kaïs Saïed ed il populista Nabil Karoui, in quanto quest’ultimo è ancora in prigione, con l’accusa di evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Secondo quanto stabilito dalla Commissione elettorale indipendente, i cittadini tunisini sono invitati a recarsi alle urne il prossimo 13 ottobre, giorno che sarà preceduto da una giornata di silenzio elettorale.

Questa ha altresì esortato gli enti giudiziari a concedere al candidato Karoui di poter essere intervistato in televisione, per consentirgli di comunicare con gli elettori prima del prossimo turno. Dal canto suo, il presidente dell’Alta commissione elettorale indipendente, Nabil Baffoun, ha affermato che Karoui non parteciperà alla campagna elettorale e voterà da dietro le sbarre. La decisione è stata presa in segno di rispetto per quanto stabilito dalla magistratura, sebbene la Commissione abbia cercato di mettere in contatto il candidato imprigionato e l’elettorato, sia attraverso dibattiti televisivi sia attraverso la stampa, oltre ad aver invitato a rilasciare Karoui per consentire la propria partecipazione alla campagna elettorale e garantire il principio di uguaglianza e pari opportunità tra i due candidati. Baffoun ha affermato, nel corso di una conferenza stampa, che la Commissione si impegna a tenere il prossimo turno delle elezioni secondo le scadenze stabilite ma qualsiasi decisione spetta alla magistratura, la cui autorità non può essere contrastata.

L’Alta Commissione elettorale indipendente ha annunciato, il 17 settembre, i risultati finali delle elezioni presidenziali tunisine, tenutesi il 15 settembre, decretando la vittoria di due candidati e la loro ammissione al secondo turno. In particolare, Kaïs Saïed ha ricevuto il 18.4% dei voti mentre Nabil Karoui il 15.5%.

I due candidati risultati vincitori di questo primo turno sono stati definiti “inaspettati”. Fino a poco tempo fa, Saied non era incluso tra i candidati favoriti nella corsa presidenziale, ma il candidato 61enne, dopo aver raccolto un grande supporto da parte del popolo tunisino, ha fatto grandi progressi anche nel corso dei sondaggi condotti durante il periodo elettorale, e il giorno delle elezioni ha inferto un colpo decisivo ai suoi rivali.

Per quanto riguarda Karoui, questo si è sempre fatto promotore di slogan in difesa dei più poveri, ma, già al momento della presentazione della candidatura, la magistratura lo aveva messo sotto accusa. Lo scorso 23 agosto è arrivato il mandato di arresto. La commissione elettorale aveva affermato che il candidato avrebbe avuto il diritto di competere per la posizione di presidente, in quanto non era stato emesso, al momento della candidatura, un verdetto contro di lui. Nonostante ciò, Karoui ha goduto di una notevole base elettorale, ed è stato incluso sin dall’inizio nella lista dei possibili favoriti, oltre ad aver assistito a segni di protesta dei propri sostenitori contro la magistratura tunisina.

Quest’ultima, il 18 settembre, si è rifiutata di rilasciare Karoui. Precedenti richieste sono state respinte il 5 settembre dalla Corte d’Appello ed il 13 settembre dalla Corte Suprema di Cassazione. Le accuse di frode fiscale e riciclaggio di denaro riguardano anche il fratello Ghazi, socio d’affari e direttore della compagnia, ed erano state inizialmente rivolte dalla ONG tunisina “IWatch”, specializzata in casi di corruzione, nel 2016.

In seguito alla vittoria ottenuta il 15 settembre, Karoui ha affermato che, nonostante non sia stato in grado di condurre la propria campagna elettorale personalmente e nonostante quanto subito dalla propria squadra, il risultato raggiunto riveste una notevole importanza per il panorama politico tunisino attuale.

Circa il prossimo turno delle elezioni presidenziali, Karoui ha affermato: “Sarà una battaglia decisiva tra Kais Saied ed Ennahda, da un lato, e un asse modernista socialista liberale,  rappresentato da me e dal “Cuore della Tunisia”, dall’altro lato, e ogni elettore dovrebbe scegliere la propria area” ed ha aggiunto: “Sarò un presidente moderno, che difenderà i valori democratici, un presidente tollerante che rispetta i diritti delle minoranze, e un presidente che è vicino ai suoi connazionali. Sarò un presidente che adotterà un approccio economico liberale e che incoraggerà anche investitori stranieri, artisti e uomini di cultura […] Anch’io combatterò il terrorismo e rafforzerò la sicurezza. Spingerò la Tunisia verso l’integrazione nei diversi contesti regionali, del Maghreb e del Mediterraneo”.

Il presidente in Tunisia ha autorità soprattutto in materia di politica estera e di difesa, ed è coadiuvato dal primo ministro. Quest’ultimo viene scelto dal parlamento ed ha autorità sulle questioni interne. Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia e si trovava in carica dal 31 dicembre 2014. Dopo la morte improvvisa di Essebsi, lo scorso 25 luglio, la Commissione elettorale tunisina ha annunciato le nuove elezioni presidenziali, le seconde per la Tunisia dopo la rivoluzione. Si tratta dell’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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