Nigeria: Buhari in visita in Sudafrica

Pubblicato il 3 ottobre 2019 alle 12:00 in Nigeria Sudafrica

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Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, si è recato in Sudafrica per risolvere la questione dei rapporti tra i due Paesi dopo che violente proteste a Johannesburg e dintorni avevano messo in pericolo la vita di diversi suoi connazionali. In una dichiarazione ufficiale, la presidenza di Abuja ha reso noto che Buhari, tra mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre, ha incontrato i cittadini nigeriani residenti in Sudafrica, ha presieduto la Commissione binazionale tra Sudafrica e Nigeria e ha partecipato a un Business Forum tra i due Paesi.

“Il presidente terrà un’assemblea cittadina con i nigeriani che vivono nel Paese, al fine di ascoltare le loro esperienze e rassicurarli sull’impegno del governo nigeriano volto a garantire la protezione delle loro vite e delle loro proprietà e a promuovere la coesistenza pacifica”, recita altresì la dichiarazione.

Dopo i violenti attacchi a carattere xenofobo, verificatisi a Johannesburg e Pretoria, dove hanno perso la vita circa 12 persone, molte delle quali di nazionalità nigeriana, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa si è scusato profondamente con il governo della Nigeria. Oltre 600 nigeriani hanno deciso di tonare a casa per sfuggire ai tumulti verificatisi in Sudafrica, dove molti cittadini della Nigeria risiedono e possiedono le loro attività. Nella sua prima visita ad Abuja, avvenuta lunedì 16 settembre, il ministro Radebe ha portato “le più sincere scuse” di tutto il governo sudafricano e ha dichiarato: “L’incidente non ci rappresenta. La polizia sudafricana non assolverà nessuno e le persone responsabili saranno presto giudicate”. Da parte sua, l’esecutivo nigeriano ha commentato l’incontro come segue: “Il presidente Muhammadu Buhari ha risposto alle scuse del presidente sudafricano e si impegnerà a rafforzare le relazioni tra i due Paesi”.

Le proteste di Johannesburg sono iniziate domenica 1 settembre quando un vecchio palazzo nel distretto centrale della città è stato dato alle fiamme ed è crollato, provocando la morte di almeno 3 persone. La rivolta si è poi estesa nei sobborghi orientali ed è arrivata fino alla capitale amministrativa del Paese, Pretoria. Qui i giornalisti hanno riportato diversi incendi contro i negozi di Marabastad, il distretto degli affari popolato da numerosi migranti economici. La polizia sudafricana, da parte sua, ha effettuato finora più di 300 arresti. Gli ultimi attacchi risalgono a domenica 8 settembre, dove 2 persone sono rimaste uccise a Johannesburg. Il bilancio dei morti si attesta al momento a circa 12 vittime.

Tra il 4 e il 5 settembre, pericolose rappresaglie si sono verificate in diverse città della Nigeria contro cittadini e imprese sudafricane, per vendicare le proteste contro cittadini stranieri avvenute a Johannesburg e Pretoria,. Alcuni manifestanti nigeriani sono scesi in strada, nella città di Lagos, per protestare contro le aggressioni commesse nei confronti dei propri “fratelli e sorelle in Sudafrica”. I nigeriani hanno preso d’assalto il supermercato della compagnia Shoprite, principale rivenditore sudafricano di generi alimentari, lanciando pietre contro la proprietà e gli edifici vicini. I vertici di Shoprite e di MTN, operatore di telecomunicazioni sudafricano, hanno fatto sapere di aver chiuso temporaneamente, fino a nuovo avviso, tutti i negozi e i centri di assistenza presenti in Nigeria. Il presidente sudafricano ha anche ordinato la chiusura temporanea dell’ambasciata e il portavoce del Ministero degli Esteri, Lunga Ngqengelele, ha confermato che le missioni diplomatiche nelle città nigeriane di Lagos e Abuja sono chiuse da mercoledì 4 settembre. Da parte sua, il governo nigeriano ha ritirato il proprio rappresentante dal summit africano del World Economic Forum, tenutosi a Città del Capo dal 4 al 6 settembre, e ha redatto una lista di richieste da avanzare alle autorità sudafricane tra cui la garanzia che il governo di Pretoria avvii un’indagine per condannare le recenti violenze xenofobe, che cerchi giustizia per le persone colpite e provveda a risarcirle e infine che lavori sui suoi problemi di sicurezza interna.

Negli ultimi anni, gli attacchi contro compagnie di proprietà straniera sono aumentati insieme al vertiginoso incremento della disoccupazione, attualmente al 29%. Nel 2008, circa 60 persone erano state uccise in seguito ad aggressioni di tipo xenofobo e nel 2015, le proteste si erano ripetute con altre 7 persone rimaste vittime. Il Sudafrica è una destinazione particolarmente ambita per i migranti economici che arrivano da diverse parti del continente. Molti si muovono soprattutto dal Lesotho, dal Mozambico e dallo Zimbabwe in cerca di lavoro e condizioni di vita migliori. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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