Migranti: nuovo vertice tra Grecia e Turchia in clima di emergenza

Pubblicato il 3 ottobre 2019 alle 18:53 in Grecia Immigrazione Turchia

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Il ministro per le Politiche Migratorie della Grecia, Giorgios Koumoutsakos, si è recato in Turchia per discutere del recente aumento degli arrivi dei migranti nelle isole dell’Egeo con il ministro dell’Interno turco, Suleyman Soylu.

Nel corso del vertice, avvenuto giovedì 3 ottobre, i due ministri hanno avuto modo di concentrarsi sull’implementazione dell’Accordo del 2016 tra Unione Europea e Turchia. In virtù di tale accordo, siglato il 18 marzo 2016, l’Unione Europea aveva garantito l’invio di fondi ad Ankara al fine di ridurre le partenze dei migranti verso la Grecia. L’accordo, inoltre, prevedeva che coloro che otterranno lo status di rifugiati potranno restare in Grecia, mentre coloro a cui la richiesta verrà rigettata dovranno tornare in Turchia.

A tale riguardo, Koumoutsakos ha dichiarato che se i flussi dei migranti “vengono effettivamente limitari, entrambi ne traiamo beneficio, ma dipende dalla volontà di Ankara”. La Grecia, da parte sua, “tenta di esplorare i canali di comunicazione e di sviluppare un sistema di cooperazione nell’ambito dell’accordo tra UE e Turchia”, dal momento che “il problema non è bilaterale, ma è rappresentato dalla bilateralità dell’accordo tra Unione Europea e Turchia”.

Nella stessa giornata, il ministro dell’Interno turco ha avuto modo di incontrare il commissario dell’UE uscente in materia di Immigrazione, Affari Interni e Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, insieme al ministro dell’interno francese, Christophe Castaner, e l’omologo tedesco, Horst Seehofer.

Anche tale incontro è stato dedicato all’Accordo vigente tra UE e Turchia del 2016. In particolare, i leader hanno discusso di come cooperare in riferimento alle politiche migratorie e nel rispetto dell’Accordo vigente.

Da parte sua, Ankara ha dichiarato, secondo quanto riportato da ANSAmed, che tra Gennaio a settembre 2019 ha intercettato e fermato 315.000 migranti mentre tentavano di attraversare illegalmente i confini. Tale cifra, secondo quanto dichiarato dal governo turco, è in aumento rispetto al 2018, quando, nell’intero anno, Ankara aveva fermato 268.000 migranti.

Per quanto riguarda la Grecia, invece, il giorno precedente, Koumoutsakos aveva tenuto un discorso al Parlamento, rivolto in particolar modo alla Commissione parlamentare Affari Esteri e Difesa, durante il quale aveva annunciato che negli ultimi 5 mesi, la Grecia ha registrato un aumento del 200% nel numero degli arrivi dei migranti. Tale cifra, la quale non si era in contrasto con quanto avvenuto negli scorsi anni, dimostrava come l’Accordo tra UE e Turchia aveva funzionato fino al 2017, mentre nel 2018 il Paese ha avuto modo di notare “un aumento impressionante”. Atene, inoltre, secondo quanto riportato da ANSAmed, sostiene che nel solo mese di Settembre sono giunti nel Paese oltre 10.000 migranti, un numero che Atene non aveva più registrato dal 2016.

Lo scorso 24 settembre, il governo di Atene aveva annunciato che il premier, Kyriakos Mitsotakis, aveva incontrato, per la prima volta in tale clima di emergenza, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, a margine della 74esima sessione plenaria dell’Assemblea generale dell’ONU. I leader avevano concordato un incontro tra Koumoutsakos, e Soylu.

Tale incontro si pone quale primo tentativo di ripristinare le relazioni tra Atene e Ankara, ultimamente fortemente compromesse in virtù delle tensioni causate dall’emergenza migratoria e dalle esplorazioni del settore degli idrocarburi nei dintorni delle acque di Cipro.

Al fine di affrontare un tale aumento degli sbarchi, inoltre, il governo di Atene ha annunciato, giovedì 3 ottobre, che il Ministero dell’Interno sosterrà le autorità municipali e regionali coinvolte nelle operazioni finalizzate ad alleggerire le strutture di accoglienza delle isole dell’Egeo. Parallelamente, il governo fonderà nuovi centri di accoglienza.

Tale decisione è stata comunicata a seguito dell’incontro tra il premier di Atene, Kyriakos Mitsotakis, il ministro per la Protezione dei Cittadini, Michalis Chrysochoidis, dell’Interno, Takis Theodorikakos e il Sottosegretario di Stato, George Gerapetritis. Insieme a loro, anche il segretario generale per le Politiche Migratorie, Patroklos Georgiadis, e per l’Accoglienza, Manos Logothetis.

Al termine della riunione, inoltre, le autorità hanno reso noto che tra la notte di martedì 1 ottobre e le prime ore di mercoledì 2 ottobre sono giunti nella sola isola di Lesbo 703 migranti.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 2 ottobre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 83.107, di cui 67.129 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 994, di cui 659 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 269 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 66 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 29 settembre 2019, sono giunti 44.561 migranti in Grecia, 21.223 in Spagna, 7.892 in Italia, 4.944 a Cipro e 2.867 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 20.6%. 

Per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 2 ottobre 2019, nel Paese sono arrivati via mare 39.074 migranti, ovvero 15.630 in più dello scorso anno.  I centri di accoglienza presenti sulle isole dell’Egeo, inoltre, secondo le stime, sono nel complesso popolati da circa 28.000 migranti, a fronte di una capienza per circa 10.000 persone. Nonostante migliaia di migranti siano stati considerati vulnerabili a causa della loro età o dei problemi di salute, non possono in ogni caso essere trasferiti a causa del sovraffollamento dei centri di accoglienza anche dell’entroterra.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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