Libia: Haftar ritorna a bombardare Tripoli e Sirte

Pubblicato il 3 ottobre 2019 alle 9:05 in Africa Libia

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L’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, all’alba di giovedì 3 ottobre, ha condotto un intenso attacco contro le postazioni ed i campi militari delle forze tripoline, situate su diversi assi di combattimento nel Sud della capitale Tripoli.

In particolare, secondo quanto riferito dal corrispondente di al-Arabiya, i raid aerei hanno colpito la strada verso l’aeroporto e via al-Khalatat, nell’area meridionale della capitale. Allo stesso tempo, la medesima fonte ha reso noto che 5 attacchi aerei hanno interessato la periferia di Sirte, città del Nord della Libia, dove sono state colpite le forze del governo tripolino.

Circa la prima offensiva, il direttore del dipartimento di consulenza dell’LNA, Khalid Al-Mahjoub, ha affermato che le forze di Haftar hanno condotto sia diversi raid aerei, in modo violento ed intenso, sia una battaglia sul campo, con cui sono riuscite a prendere il controllo di nuove postazioni e fortificazioni militari della fazione opposta. In tale contesto, le forze tripoline vivono una fase di “confusione”, vista la morte, il ferimento o l’arresto di alcuni generali e punti di riferimento, in seguito agli scontri delle ultime settimane.

Sulla situazione a Sirte, già il 27 e 28 settembre la città è stata oggetto di molteplici raid aerei contro obiettivi sia civili sia militari. Non da ultimo, fonti locali hanno riferito che aerei da guerra del comando generale dell’LNA hanno preso di mira l’ingresso a Sud della città anche nella notte tra il 1 ed il 2 ottobre, con 11 missili. Questi colpito altresì i siti e gli impianti per la gestione delle acque del grande fiume artificiale, un acquedotto libico che preleva acqua dolce dal Sahara libico per condurla verso altri Paesi africani. Ciò ha provocato, a detta delle fonti, ingenti danni ed il ferimento di alcuni dipendenti e lavoratori.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

A partire dal 21 settembre, Haftar ha lanciato una nuova offensiva nel Sud di Tripoli, considerata tra le più violente dell’ultimo mese, ed ha fatto seguito ad una settimana di tregua in tali aree meridionali. In particolare, le forze del governo di Tripoli hanno reso noto, nella giornata del 22 settembre, la propria avanzata verso il campo missilistico situato sull’asse di al-Khala, nel Sud della capitale Tripoli. Ciò è avvenuto in seguito a violenti scontri tra l’Esercito Nazionale Libico e le forze tripoline, che hanno visto l’impiego di diversi tipi di armi.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’ultima ondata di violenti combattimenti tra le due fazioni, che ha avuto inizio il 4 aprile, ha causato la morte di 1093 persone, tra cui anche civili, ed il ferimento di altri 5762. Stando alle cifre Onu, sono, invece 120.000 gli sfollati causati dal conflitto.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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