Honduras: il presidente accusato di narcotraffico

Pubblicato il 3 ottobre 2019 alle 15:32 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il processo per narcotraffico contro Juan Antonio Hernández, in arte Tony, è iniziato nella corte federale del distretto meridionale di Manhattan con una notizia-bomba. Il procuratore di New York Jason Richman ha dichiarato davanti ai giurati che l’imputato ha ricevuto un milione di dollari dal narcotrafficante messicano Joaquín El Chapo Guzmán affinché lo consegnasse a suo fratello, il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández.

Richman ha fatto questa rivelazione nell’arringa iniziale. Il procuratore ha spiegato ai 18 giurati che l’imputato era il “protetto” del presidente dell’Honduras. Ha anche affermato che il presidente Hernández ha ricevuto “milioni di dollari” in tangenti da diversi trafficanti di droga. Nel processo contro El Chapo era già stato provato come il cartello pagasse politici di diversi paesi per operare liberamente.

Il denaro, secondo l’accusa, sarebbe stato destinato a finanziare la campagna presidenziale del 2013. La tangente serviva a garantire la protezione del cartello e di eliminare una legge honduregna che consentiva l’estradizione dei trafficanti di droga negli Stati Uniti , La legge è ancora in vigore. Fuori dal tribunale centinaia di honduregni manifestavano contro Hernández chiedendo la condanna del fratello del presidente.

Gli avvocati di Hernández temono che la difesa del suo cliente sarà danneggiata dalla tensione in atto tra l’Honduras e gli Stati Uniti su questioni di controllo dei migranti. Se la giuria lo condannasse, l’uomo potrebbe essere condannato a trascorrere il resto della sua vita in prigione. Il Dipartimento di Stato stima che l’80% della droga che viaggia dal Sud al Nord America attraversa il territorio dell’Honduras.

Nel frattempo in Honduras, il processo contro il fratello del presidente ha causato una tempesta politica. L’attuale  Juan Orlando Hernández non è mai stato formalmente accusato dalla giustizia americana, ma alla debolezza con cui governa dopo la sua controversa rielezione lo scorso anno, si aggiungono rivelazioni quasi quotidiane su episodi corruzione e abuso d’ufficio che riguardano anche la leadership del Partito Nazionale al potere e che lo costringono a dare spiegazioni ogni giorno.

Le accuse hanno raggiunto anche l’ex presidente Porfirio Lobo (2010-2014), del quale la Procura degli Stati Uniti ha dichiarato di aver approfittato del traffico di droga per “consolidare il suo potere e il controllo in Honduras”. Nel documento, la procura sottolinea che l’attuale presidente e il suo predecessore in carica “dipendevano dal denaro della droga” per finanziare le loro campagne.

Secondo l’ufficio del procuratore, il governo dell’Honduras funziona fondamentalmente come un narco-stato perché diversi attori politici hanno ricevuto tangenti nelle campagne elettorali dai trafficanti di cocaina, in cambio di protezione. 

Da parte sua, il presidente dell’Honduras si è difeso dicendo che le accuse sono false. Hernández sostiene che è una rappresaglia per la sua politica di lotta alla criminalità organizzata che include misure come l’estradizione negli Stati Uniti, la legge sul riciclaggio di denaro e sui poteri della polizia.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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