Spagna, Sánchez ai catalani: un governo ad interim può sospendere l’autonomia

Pubblicato il 2 ottobre 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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Il presidente del governo spagnolo in funzione, Pedro Sánchez, non ha ancora preso alcuna decisione sulla possibile applicazione o meno dell’articolo 155 della Costituzione in Catalogna, che sospenderebbe l’autonomia, ma avverte che se “nelle prossime settimane o mesi” dovesse applicarlo, lo farebbe senza problemi. “Non è una minaccia” – ha affermato Sánchez, ma “un avvertimento”. Il capo del governo ha insistito sul fatto che agire con prudenza serve “a non fomentare ulteriormente l’indipendentismo”, ma ha anche rivelato di aver studiato la possibilità di applicare l’articolo 155 in un momento come quello attuale, con le Cortes disciolte e la campagna elettorale in corso. Sánchez ha affermato che “con un governo ad interim il 155 può essere applicato, senza alcun problema”.

Nelle dichiarazioni alla radio Cadena Ser, Sánchez ha insistito sul fatto che il problema in Catalogna non è l’indipendenza, ma la convivenza, e ha ribadito che “è necessario procedere con molta prudenza” in questa materia, ma ha chiesto agli indipendentisti di “non giocare con il fuoco”. Il capo del governo ha affermato che “non condannare la violenza, nessuna violenza”, che è “ciò che vediamo fare al presidente Torra”, crea pericolosi precedenti.

Sánchez ha accusato il capo dell’esecutivo catalano di “criticare e banalizzare le azioni compiute dalle forze e dagli organi di sicurezza dello Stato” in chiaro riferimento agli arresti dei membri dei CDR  accusati di terrorismo e possesso di esplosivi, da parte della Guardia Civil. Rivolto a Torra Sánchez ha chiesto “di non commettere l’errore più grave” che a suo avviso avrebbe potuto fare e cioè “guardare dall’altra parte quando ci sono segnali chiari di violenza”.  Pertanto, ha concluso Sánchez, “il governo garantirà la coesistenza e proteggerà l’ordine costituzionale e statutario, se necessario attraverso il legittimo ricorso all’articolo 155”.

In occasione del secondo anniversario del referendum indipendentista del 1 ottobre 2017, il presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, e il vice presidente del governo, Pere Aragonès, hanno letto una dichiarazione istituzionale dalla sede del governo autonomo catalano, il Palau de la Generalitat, nella quale hanno lanciato un appello a recuperare non solo “lo spirito di quel giorno”, ma anche quello del 3 ottobre 2017, quando “centinaia di migliaia di persone hanno manifestato per protestare contro la violenza della polizia”. È con quello spirito che il governo ritiene che l’indipendentismo dovrà “affrontare le sfide del futuro e soprattutto procedere in questo modo verso la Repubblica catalana che sarà inevitabile”.

Nel corso della giornata di martedì 1 ottobre diverse manifestazioni indipendentiste hanno avuto luogo a Barcellona e in altre località della Catalogna.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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