Libia: si ritorna ad attaccare Mitiga e Misurata

Pubblicato il 2 ottobre 2019 alle 9:04 in Africa Libia

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L’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, ha dichiarato di aver attaccato, nella giornata del 1° ottobre, postazioni militari situate sia presso l’aeroporto di Mitiga, a circa 50 km ad Est della capitale Tripoli, sia nell’aeroporto di Misurata, anch’esso nell’area orientale della capitale.

Secondo quanto affermato dalle forze di Haftar, in tali luoghi bombardati erano presenti droni di provenienza turca. In particolare, il portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, ha confermato la notizia, aggiungendo che l’attacco ha fatto seguito ad informazioni dell’intelligence, secondo cui le postazioni rappresentano una sorta di hangar dove vengono immagazzinati droni e missili. Fonti dell’LNA hanno poi specificato di aver condotto tale operazione aerea con precisione, riuscendo nella distruzione di diverse strutture e riportando nella propria base gli aerei rimasti intatti.

L’aeroporto di Mitiga è un’ex base militare, utilizzata successivamente per scopi civili, ed è situato nell’area controllata dal governo tripolino, riconosciuto dalle Nazioni Unite. Tuttavia, negli ultimi mesi, è stato preso di mira più volte, divenendo terreno di scontri tra le forze di Tripoli e l’Esercito Nazionale Libico. Ciò ha causato l’interruzione dei voli da e verso l’aeroporto, e risulta inattivo sin dal 1° settembre scorso. Gli ultimi violenti attacchi contro tale luogo risalgono al 25 settembre, quando le forze dell’LNA hanno abbattuto un drone di provenienza turca, il secondo in meno di 24 ore.

Un’altra violenta offensiva contro Mitiga risale alla notte tra il 31 agosto ed il 1° settembre, quando la Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) aveva reso noto che 4 missili avevano colpito aree dell’aeroporto riservate al passaggio civili, causando danni a un aereo che trasportava decine di pellegrini e ferendo due membri dell’equipaggio di cabina.

L’aeroporto di Mitiga è stato utilizzato in alternativa a quello di Tripoli, anch’esso fuori uso dal 2014, a causa dei ripetuti bombardamenti. Tuttavia, l’esercito di Haftar accusa la propria controparte di utilizzare un aeroporto civile per scopi militari, oltre ad impiegare la pista per lanciare droni turchi. Inoltre, Mitiga, a detta del generale libico, offrirebbe alle forze tripoline la possibilità di prestare copertura aerea durante gli scontri nella periferia della capitale.

Una delle ultime offensive dirette contro Misurata risale, invece, al 20 settembre scorso, quando sono state colpite postazioni del governo tripolino, oltre al centro dell’aeronautica e la base aerea di tale aeroporto. Misurata era stata colpita dalle forze dell’LNA anche nella giornata del 18 settembre, con raid aerei “precisi”, nuovamente condotti contro postazioni “turche”, nel quadro di una lotta contro il tempo volta a liberare la capitale Tripoli.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

A partire dal 21 settembre, Haftar ha lanciato una nuova offensiva nel Sud di Tripoli, considerata tra le più violente dell’ultimo mese, ed ha fatto seguito ad una settimana di tregua in tali aree meridionali. In particolare, le forze del governo di Tripoli hanno reso noto, nella giornata del 22 settembre, la propria avanzata verso il campo missilistico situato sull’asse di al-Khala, nel Sud della capitale Tripoli. Ciò è avvenuto in seguito a violenti scontri tra l’Esercito Nazionale Libico e le forze tripoline, che hanno visto l’impiego di diversi tipi di armi.

Non da ultimo, tra il 21 ed il 22 settembre, le forze del governo tripolino hanno denunciato il grave ferimento di membri del proprio esercito, a seguito di bombardamenti condotti con droni sauditi contro edifici residenziali dell’area di Mashru’ al-Hudba, nella capitale Tripoli. L’LNA ha rivendicato l’attacco e ha affermato di aver preso di mira i raggruppamenti militari di tale area tripolina, oltre che della strada verso l’aeroporto e la zona di al-Khala.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’ultima ondata di violenti combattimenti tra le due fazioni, che ha avuto inizio il 4 aprile, ha causato la morte di 1093 persone, tra cui anche civili, ed il ferimento di altri 5762. Stando alle cifre Onu, sono, invece 120.000 gli sfollati causati dal conflitto.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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