Iraq: ondata di proteste, 2 morti e centinaia di feriti

Pubblicato il 2 ottobre 2019 alle 10:14 in Iraq Medio Oriente

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Migliaia di cittadini iracheni, inclusi studenti universitari e giovani laureati, sono scesi in piazza, martedì 1° ottobre, nella capitale irachena di Baghdad, per protestare contro disoccupazione, corruzione e malfunzionamento dei servizi. Gli scontri tra i manifestanti e le forze di polizia hanno causato la morte di due persone ed il ferimento di circa 200 iracheni.

Le vittime sono state provocate dalla forte repressione delle forze dell’ordine, le quali hanno impiegato proiettili, bombole a gas e lacrimogeni. Anche l’Osservatorio iracheno per i diritti umani ha denunciato la violenza eccessiva che ha caratterizzato le operazioni della polizia. Secondo fonti del governo, ai 200 civili feriti se ne aggiungono altri 40 tra le forze dell’ordine. Tra questi, numerosi sono stati dimessi dall’ospedale, mentre altri sono in attesa di cure mediche. Le medesime fonti si sono dette rammaricate di tale situazione, sottolineando come “un gruppo di teppisti” abbia trasformato delle proteste pacifiche in atti di violenza, ribaltando uno status di quiete che accompagnava inizialmente le richieste avanzate dai cittadini iracheni.

Le proteste hanno avuto inizio in modo pacifico nel pomeriggio del 1° ottobre, in piazza Tahrir. Tuttavia, queste non hanno interessato soltanto Baghdad, bensì anche altre città del Sud del Paese, tra cui Najaf, Bassora, Nasiriyah e Al-Diwaniyah, dove i manifestanti hanno occupato le strade, nonostante la loro chiusura, per richiedere al governo di contrastare la corruzione delle istituzioni statali, introdurre riforme e offrire opportunità di lavoro ai più giovani.

Si tratta delle maggiori proteste contro il governo del primo ministro in carica, Adel Abdul Mahdi, sin dall’inizio del proprio mandato, nel mese di ottobre 2018. Per alcuni, tale mobilitazione non è stata organizzata da nessun partito politico ma rappresenta una continuazione di quanto accaduto alcune settimane fa, quando studenti universitari inoccupati sono scesi nelle strade irachene per protestare contro la mancanza di posti di lavoro.

Inoltre, anche la decisione presa da Mahdi, la scorsa settimana, di escludere il comandante delle forze antiterrorismo, il tenente generale Abdulwahab al-Saadi, che ha svolto un ruolo importante nelle battaglie contro l’ISIS, ha causato la rabbia dei cittadini iracheni.

I giovani criticano l’incapacità del governo di fornire posti di lavoro adeguati mentre nelle altre città si evidenzia altresì l’assenza di servizi efficienti. Secondo la World Bank, la disoccupazione giovanile in Iraq raggiunge circa il 25%. Non da ultimo, l’Iraq ha raggiunto un punteggio di 18 su 100 nella lista Paesi più corrotti al mondo, secondo i dati di Transparency International, dove 0 indica un alto livello di corruzione. Ciò è dovuto al fatto che circa 450 miliardi di dollari di fondi pubblici sono scomparsi dalla caduta del regime di Saddam Hussein nel 2003, ovvero quattro volte il bilancio dello Stato e più del doppio del PIL dell’Iraq.

Da parte sua, il premier iracheno ha reso noto, il 2 ottobre, che avvierà indagini sulle operazioni violente attuate dalle forze di sicurezza per reprimere le proteste. A detta di Mahdi, la priorità del proprio governo è e sarà rispondere alle aspirazioni di tutti i cittadini e si sta cercando di sviluppare soluzioni concrete per risolvere i problemi accumulati nel corso degli anni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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