Corea del Nord: un nuovo test missilistico raggiunge il Giappone

Pubblicato il 2 ottobre 2019 alle 16:12 in Corea del Nord Giappone

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La Corea del Nord ha effettuato il lancio di un missile al largo della propria costa orientale, mercoledì 2 ottobre. Il test ha raggiunto la zona economica esclusiva del Giappone e si sospetta che sia stato effettuato da un sottomarino. 

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale di Seoul ha espresso “forte preoccupazione” per questi test, che sembra che coinvolgano l’utilizzo di missili balistici lanciati da sottomarini, secondo quanto riferisce una dichiarazione rilasciata dalla Casa Blu, la residenza del presidente sudcoreano. Se confermato, sarebbe la prima volta che la Corea del Nord ha effettuato un test da un sottomarino, negli ultimi 3 anni. L’esercito della Corea del Sud ha affermato di aver raccolto un missile che ha effettuato un volo di 450 chilometri e ha raggiunto un’altitudine di 910 chilometri. I militari sospettano che si tratti di un missile di “classe Pukguksong” che la Corea del Nord aveva lanciato in precedenza da una piattaforma subacquea, nel 2016.

Il Giappone ha presentato un reclamo immediato, affermando che il missile è atterrato nella zona economica esclusiva del Giappone. Anche in questo caso, è la prima volta che un missile nordcoreano è atterrato così vicino al Giappone da novembre 2017. Inoltre, tale test arriva il giorno successivo all’annuncio della ripresa dei colloqui sul nucleare tra Corea del Nord e Stati Uniti. Pyongyang e Washington hanno concordato che una serie di colloqui operativi riprenderanno il 5 ottobre, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale KCNA. 

I due Paesi hanno concordato, inoltre, di avere un contatto preliminare, il 4 ottobre, secondo una dichiarazione rilasciata dal Vice Ministro degli Esteri della Corea del Nord, Choe Son Hui. “I delegati della RPDC sono pronti ad entrare nei negoziati operativi”, ha affermato Choe nella dichiarazione, utilizzando il nome ufficiale della Corea del Nord, Repubblica Democratica Popolare di Corea (RPDC). “Mi aspetto che tali negoziati accelerino lo sviluppo positivo delle relazioni RPDC-USA”, ha aggiunto. Non si tratta ancora di colloqui di alto livello, ma la strada intrapresa fa sperare in una nuova fase del dialogo tra i due Paesi. 

Sebbene la Corea del Nord abbia recentemente espresso disponibilità ai colloqui, i messaggi trasmessi dai suoi media statali hanno lanciato un avvertimento a Washington, che dovrà dimostrare di aver cambiato atteggiamento e dovrà mostrare maggiore flessibilità. La Corea del Nord aveva dichiarato, lunedì 9 settembre, di voler riavviare i colloqui con gli Stati Uniti, ma anche in tale occasione ha avvertito che i rapporti tra le parti potrebbero concludersi definitivamente, a meno che Washington non adotti un nuovo approccio. Tuttavia, poche ore dopo, Pyongyang ha effettuato il lancio di una serie di missili a corto raggio, minando la possibilità di una distensione nella regione. 

Il primo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è svolto il 12 giugno 2018 a Singapore. L’incontro si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, a Hanoi, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam senza sedersi per un pranzo programmato o partecipare a una cerimonia di firma. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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