Nigeria: Stato Islamico rivendica attacco contro soldati, 9 morti

Pubblicato il 1 ottobre 2019 alle 12:27 in Africa Nigeria

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Un gruppo di militanti nel Nord-Est della Nigeria ha ucciso almeno 9 persone in un attacco rivendicato dallo Stato Islamico attraverso la sua agenzia di stampa, Amaq. Secondo quanto si legge nella dichiarazione, l’attentato è stato effettuato contro una caserma dell’esercito nigeriano a Gubio, nello Stato regionale del Borno. L’organizzazione riferisce di aver provocato almeno 18 vittime, tra soldati e feriti, e di aver sequestrato diverse armi e qualche veicolo dei soldati prima di fuggire. Ci sarebbe stato anche uno scontro a fuoco con i militari subito dopo l’attacco, sottolinea la rivendicazione. Tuttavia, alcuni residenti hanno riferito che i militanti sarebbero andati via senza grandi difficoltà e che si sarebbero mossi liberamente nella base per più di 3 ore dopo aver occupato la caserma.

Gli attacchi nel Nord-Est della Nigeria sono all’ordine del giorno. Per contrastarli, l’esercito nigeriano ha lanciato una missione antiterroristica nota con il nome di Operazione Lafiya Dole che, il 23 settembre, ha portato all’arresto di 5 militanti chiave. Per incrementare l’efficacia degli interventi, le truppe hanno inoltre iniziato ad adottare una misura, conosciuta come Operation Positive Identification, che permette di tracciare tutti i nigeriani che attraversano le regioni del Borno, di Yobe e di Adamawa. L’operazione mira soprattutto a intercettare membri di Boko Haram o dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWA), la branca dell’ISIS operativa principalmente in Nigeria.

Tuttavia, ad agosto l’esercito ha annunciato che avrebbe ritirato le sue truppe dagli avamposti più remoti delle campagne nigeriane e le avrebbe raccolte in insediamenti fortificati chiamati “super accampamenti”. I militari affermano che questa strategia potrà garantire ai soldati una maggiore difesa contro i ribelli islamisti. Alcuni esperti di sicurezza, tuttavia, hanno espresso preoccupazione per il fatto che le aree liberate potrebbero essere riempite dagli insorti e lasciare i cittadini abbandonati a sé stessi. Residenti ed esperti di sicurezza hanno affermato che lo Stato Islamico sta già sfruttando la nuova strategia militare nigeriana per reclutare persone nell’area.

I super accampamenti si trovano all’interno di presidi dove l’esercito nigeriano, negli ultimi anni, ha sistemato decine di migliaia di civili. Tali presidi sono circondati da trincee per impedire le invasioni dei militanti, ma il ritiro dei militari dalle campagne ha dato piede libero a Boko Haram in quelle aride regioni. Ciononostante, molti soldati, costretti per anni a portare avanti una strategia vecchia ed inefficace, affermano che i super accampamenti sono un modo nuovo e più indicato per affrontare un’insurrezione che ora è in grado di attuare attacchi più complessi contro i militari. Altri, invece, ritengono che si tratti di una ritirata vera e propria, che darà a Boko Haram l’occasione di prendere il controllo definitivo su quelle aree.

Da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, Boko Haram ha ucciso più di 30.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere attualmente anche il Camerun, il Niger e il Ciad e causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Diversi civili sono stati altresì costretti ad arruolarsi tra le fila dell’organizzazione e a portare a termine attacchi e attentati suicidi. Secondo quanto riportato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa a inizio settembre, circa 22.000 nigeriani sono risultati dispersi durante la crisi.

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Chiara Gentili

di Redazione

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