Indonesia: Widodo apre al dialogo con i separatisti papuani

Pubblicato il 1 ottobre 2019 alle 10:37 in Asia Indonesia

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Il presidente indonesiano, Joko Widodo, si è mostrato favorevole al dialogo con i separatisti della regione della Papua, che manifestano per una maggiore autonomia e una fine delle discriminazioni contro l’etnia locale.

Rispondendo ai giornalisti, che gli hanno chiesto se fosse pronto a incontrare gli attivisti papuani che chiedono un referendum per l’indipendenza, Widodo, il 30 settembre, ha dichiarato: “Sì, non c’è nessun problema”. Il presidente ha poi aggiunto: “mi incontrerò con chiunque, se vogliono davvero questo”. L’offerta di dare avvio ai colloqui ha suscitato una cauta risposta da parte dei leader papuani e arriva dopo 7 settimane di proteste nelle provincie di Papua e Papua Occidentale. Victor Yeimo, portavoce del Comitato nazionale per la Papua Occidentale, noto con il suo acronimo indonesiano KNPB, ha affermato che ogni colloquio dovrebbe essere mediato da un ente internazionale, come le Nazioni Unite o da un Paese straniero. “Dovremmo parlare di un referendum e delle cause alla base della nostra richiesta di indipendenza”, ha aggiunto in un messaggio.

Dopo che Widodo ha parlato con i giornalisti, lunedì 30 settembre, il suo ministro per la Sicurezza, Wiranto, ha accusato il leader separatista, Benny Wenda, che si trova attualmente in asilo politico in Gran Bretagna, di aver guidato le proteste. Wenda era già stato ritenuto responsabile delle rivolte nella regione dal portavoce della polizia nazionale, Dedi Prasetyo, che aveva rilasciato tale dichiarazione il 9 settembre. Negli ultimi importanti scontri, avvenuti il 23 settembre, almeno 37 persone sono morte e numerose sono rimaste ferite nelle città di Wamena e Jayapura. A Wamena, numerosi residenti terrorizzati sono state evacuati dopo quello che è stato il peggior giorno di sangue della Papua negli ultimi decenni. Il governo e alcuni attivisti sostengono che 25 dei 33 morti sarebbero, in realtà, emigrati in altre parti del Paese. Durante gli stessi scontri, numerosi edifici pubblici sono stati incendiati e 250 tra auto e motociclette sono state distrutte.

Le mobilitazioni nel Paese sono scoppiate il 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. La provincia di Papua si trova nella regione indonesiana della Nuova Guinea Occidentale, insieme alla Papua Occidentale. Sebbene le due province si estendano sull’isola principale dello Stato della Papua Nuova Guinea, l’Indonesia considera il loro territorio come parte dello Stato nazionale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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