Hong Kong sconvolta dalle proteste in occasione dell’anniversario cinese

Pubblicato il 1 ottobre 2019 alle 9:54 in Cina Hong Kong

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Hong Kong è sconvolta dalle proteste, con barricate nel centro della città, negozi chiusi e una forte presenza della polizia, in occasione delle celebrazioni del 70° anniversario della Repubblica Popolare Cinese.

Le autorità hanno negato il permesso di effettuare una marcia di protesta, ma sono comunque attese manifestazioni in tutta la città. “Preferirei morire piuttosto che non avere libertà”, ha affermato uno studente universitario, parlando al di fuori del tempio di Che Kung, a Sha Tin, nei Nuovi Territori. Il giorno precedente, il 30 settembre, la polizia della città ha avvertito di aspettarsi un “attacco violento molto grave” durante le manifestazioni del 1° ottobre, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Durante le manifestazioni, la polizia ha sparato per la prima volta a un manifestante con proiettili veri, secondo quanto riferito dal New York Times. Lo scontro a fuoco è avvenuto nel distretto di Tsuen Wan, nel Nord di Hong Kong, secondo quanto hanno riferito i legislatori James To e Au Nok-hin. In tutta la città, molte manifestazioni si stanno trasformando in scontri violenti, con la polizia pronta a contenere le folle. Le condizioni dell’uomo ferito dal proiettile non sono ancora note. La polizia ha riferito, inoltre, di aver arrestato 5 persone, di età compresa tra i 17 e i 25 anni, nel distretto centrale di Wan Chai, già nella notte di lunedì 30 ottobre, dopo averle trovate con walkie-talkie, accendini e materiale per fabbricare bombe molotov, tra cui 18 litri di carburante e bottiglie vuote. Centinaia di funzionari e membri dell’élite pro-Pechino hanno iniziato la giornata con una cerimonia ufficiale e un ricevimento, presso il Centro Congressi ed Esposizioni, effettuato a porte chiuse. Le strade per raggiungere il luogo sono a loro volta bloccate e strettamente controllate. 

Hong Kong ha beneficiato del supporto della Cina nell’ambito della politica “un Paese, due sistemi”, secondo quanto ha dichiarato l’attuale segretario capo dell’amministrazione, Matthew Cheung, riferendosi alle garanzie di libertà politica dopo il passaggio della città dal dominio britannico a quello cinese, avvenuto nel 1997. Tuttavia, Cheung ha affermato che “l’escalation della violenza di alcuni manifestanti radicali, tra cui le assemblee illegali e il blocco delle strade, i lanci di bombe a benzina, gli incendi dolosi e gli attacchi ad altri cittadini, non ha solo interrotto la pace sociale, ma ha anche posto una grave sfida allo stato di diritto, incidendo sulla sicurezza e sulla normale vita dei cittadini”.

Le proteste hanno “ulteriormente colpito l’economia locale, che sta già affrontando una pressione”, ha aggiunto. Le manifestazioni, nello specifico, hanno messo a dura prova gli esercizi commerciali, che ospitano alcuni dei marchi di lusso più famosi al mondo, con molte chiusure nelle ultime settimane in mezzo alla crescente violenza. Il centro commerciale IFC, vicino al centro città, è stato chiuso martedì 1° ottobre. Si tratta di uno dei più grandi centri commerciali di Hong Kong. La chiusura di IFC e di molti altri centri commerciali significa che i rivenditori perderanno quella che normalmente sarebbe una settimana di shopping impegnativa, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario cinese.

Inoltre, a testimoniare le difficoltà della città negli ultimi mesi, gli ultimi dati hanno mostrato che anche il turismo sta particolarmente soffrendo. Gli arrivi sono precipitati del 39% ad agosto, rispetto all’anno precedente. Per la Cina, l’anniversario è l’evento più importante dell’anno, in cui Pechino mostra la propria sicurezza fisica e morale, di fronte alle crescenti sfide che il Paese deve affrontare. Xi, vestito con un abito che ricorda lo stile di Mao e accompagnato dai suoi predecessori, Hu Jintao e Jiang Zemin, ha tenuto un discorso in Piazza Tiananmen, trasmesso in diretta dalla televisione di Stato. In tale occasione, Xi ha sottolineato la posizione della Cina su alcune rilevanti questioni.

Pechino, secondo quanto riferisce Xi, perseguirà una strategia vantaggiosa di apertura nei confronti degli Stati Uniti, per risolvere la disputa commerciale che ha influenzato i mercati di tutto il mondo. Tuttavia, l’esercito si occuperà di salvaguardare risolutamente la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina e sosterrà fermamente la pace nel mondo.”Nessuna forza può mai scuotere lo status della Cina o impedire al popolo e alla nazione cinese di marciare in avanti”, ha affermato Xi dalla Porta della Pace celeste, dove Mao Zedong ha proclamato la fondazione della Repubblica Popolare Cinese il 1° ottobre del 1949. La Cina deve mantenere prosperità e stabilità durature a Hong Kong e Macao, promuovere lo sviluppo pacifico delle relazioni con Taiwan e “continuare a lottare per la completa riunificazione della madrepatria”, ha aggiunto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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