Errori nel rapporto sul Venezuela presentato all’ONU dal presidente della Colombia

Pubblicato il 1 ottobre 2019 alle 10:08 in Colombia Venezuela

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Gli errori contenuti in un rapporto sul Venezuela che il presidente colombiano Iván Duque ha presentato alle Nazioni Unite la scorsa settimana sono costati il posto al capo dell’intelligence e del controspionaggio militare della Colombia. Oswaldo Peña Bermeo, direttore di quel comando congiunto, ha chiesto il ritiro dal servizio attivo. “Come generale della Repubblica, sono consapevole della necessità di rispondere delle mie azioni e di quelle dei miei subordinati, e agisco di conseguenza” – si legge in una comunicazione indirizzata al presidente.

La scorsa settimana Duque ha consegnato al segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, un dossier sui collegamenti tra il chavismo, la guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN) e altri gruppi illegali che operano al confine tra i due paesi. Tuttavia, almeno quattro delle fotografie presentate come prova di tale relazione non corrispondevano al paese vicino. Tre di loro appartengono alla France Presse Agency (AFP).

La prima smentita è arrivata a seguito della denuncia di un giornale di Medellín, El Colombiano. Una delle immagini, che mostra un gruppo di bambini che giocano in cerchio con alcuni guerriglieri e che intende illustrare il reclutamento di minori in territorio venezuelano, in realtà risale al 2013 ed è stata consegnata al giornale dai servizi di intelligence militari in 2015, quindi prima degli accordi di pace dell’Avana, quando in Colombia erano operativi diversi gruppi guerriglieri. Secondo le informazioni fornite dal quotidiano di Medellín, la foto è stata scattata nel dipartimento colombiano di Cauca, sulla costa del Pacifico. Tuttavia, l’istantanea è stata inclusa nel rapporto, di quasi 130 pagine, con il titolo Penetrazione dell’ELN nelle scuole rurali dello stato di Táchira a fini di indottrinamento – aprile 2018. Lo stesso Duque aveva spiegato che la fonte della foto è la ONG venezuelana Fundaredes, che la ha pubblicata in un rapporto del 2018 e come tale è citata nel dossier presentato alle Nazioni unite.

Il presidente colombiano ha cercato di minimizzare la questione in una dichiarazione da Miami. “Perché c’è? Perché è una foto di contesto. E il dossier ha sia fotografie di contesto che fotografie dell’intelligence colombiana” – ha affermato. Ciò nonostante, ha aggiunto di non essere in grado di garantire che fosse un’immagine del Venezuela: “È quel che dice la ONG da cui abbiamo avuto la fotografia che è stata contestualmente inclusa nel rapporto. È importante che tutto sia chiarito. Ma oltre alla foto, che mi sembra aneddotica all’interno del dossier, ciò che questo realmente dimostra, con informazioni precise e puntuali, è la localizzazione dei leader dell’ELN in Venezuela e degli appoggi che godono” da parte del governo di Nicolás Maduro.

Dopo le dichiarazioni di Duque, tuttavia, sono emersi altri errori: almeno tre foto che non sono state scattate in Venezuela e diverse imprecisioni di contesto. Il governo colombiano ha dunque ammesso l’errore tramite una nota del ministero della Difesa, che tuttavia sostiene che, errori a parte, il contenuto del dossier è veridico e gli errori non ne alterano la sostanza del contenuto. Vale a dire che la situazione alla frontiera rappresenta un’evidente minaccia per la pace e la stabilità della regione che non ammette discussioni. L’amministrazione Donald Trump ha riferito di “sostenere pienamente le conclusioni” del presidente Duque e il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, Luis Almagro, ha elogiato “gli sforzi del governo colombiano”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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