Cipro-Turchia: la nave da trivellazione Yavuz tornerà attiva

Pubblicato il 1 ottobre 2019 alle 6:11 in Cipro Turchia

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La nave da trivellazione che la Turchia aveva ritirato dalle acque a largo di Cipro, la Yavuz, tornerà attiva nei prossimi giorni.

A renderlo noto è stato il ministro per l’Energia di Ankara, Fatih Donmez, ripreso da Ahval, il quale ha altresì rivelato che l’annuncio del ministro non ha fornito dettagli in merito al prossimo sito operativo della nave turca, la quale rimarrà tuttavia nel Mediterraneo orientale, vista la sua rilevanza strategica.

Il ministro per l’Energia della Turchia, inoltre, ha dichiarato che “attualmente, con 4 imbarcazioni attive, la bandiera turca naviga in ogni sezione del Mediterraneo orientale” e “le unità attive lavorano con grande dedizione giorno e notte per portare buone nove alla nazione”.

L’importanza data dal governo turco alla presenza nel Mediterraneo orientale era già emersa lo scorso 16 settembre, quando le acque tra Cipro e l’isola di Limnos, nel Nord-Est dell’Egeo, erano state popolate da numerose navi della Marina militare, la quale portava avanti l’esercitazione “Determinazione 2019”, in turco “Kararlilik”, giunta al termine il 23 settembre.

Kararlilik giungeva in un momento in cui l’interno Mediterraneo orientale è in allerta, soprattutto dopo l’annuncio del governo turco di voler condurre operazioni di trivellazione nella piattaforma continentale della Grecia e dopo che l’azienda petrolifera di bandiera turca (TPAO) aveva richiesto il supporto della Marina per le proprie operazioni nel Sud-Est dell’Egeo e nell’Ovest di Cipro.

Per quanto riguarda la nave da trivellazione turca che a breve tornerà attiva, la Yavuz, questa aveva abbandonato le acque al centro della disputa territoriale con il governo cipriota lo scorso 18 settembre, quando si era recata nel porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, per fare rifornimento. Tuttavia, il quotidiano ellenico Ekathimerini aveva sottolineato la possibilità del ritorno della Yavuz nei dintorni di Cipro, dal momento che Tasucu è situata di fronte la penisola di Karpas, a Cipro, dove la nave era giunta lo scorso 8 luglio per condurre esplorazioni di idrocarburi. In virtù di tale eventualità, le autorità cipriote avevano reso noto che avrebbero monitorato con attenzione gli spostamenti della Yavuz.

Lo scorso 20 settembre, inoltre, il Cyprus Mail aveva riportato quanto rivelato dal sito di notizie turco Yeni Safak, il quale aveva annunciato che la Yavuz sarebbe tornata nell’area della penisola di Karpas al termine dei lavori di manutenzione che stava portando avanti nel porto di Tasucu. Il ritorno della Yavuz nelle acque circostanti Cipro, aveva annunciato il Cyprus Mail, era già stato programmato in anticipo, ma la prossima volta riguarderà una località differente della penisola.

La Yavuz, però, era la seconda nave inviata da Ankara per condurre operazioni di trivellazione nelle acque circostanti l’isola di Cipro, ricche di gas naturale, risorsa che Nicosia già vende a Egitto e Israele. Le prime trivellazioni erano partite lo scorso 3 maggio, e risultano tuttora in corso, con la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest dell’isola, all’interno di un’area la cui competenza territoriale è stata reclamata dalle autorità cipriote, mentre la Turchia aveva dichiarato di agire all’interno della propria area di competenza.

Nello specifico, la Turchia aveva affermato che le aree della zona marittima al largo di Cipro dove si verificavano le operazioni di trivellazione rientravano nella piena giurisdizione turca o dei turco-ciprioti, i quali hanno il proprio Stato separatista nel Nord dell’isola e sono riconosciuti solo dalla Turchia.

La disputa energetica tra il governo greco-cipriota e la Turchia si inserisce nell’ambito della più ampia questione cipriota, ossia la disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, il cui territorio risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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