Orban attacca Conte sul tema immigrazione

Pubblicato il 30 settembre 2019 alle 15:49 in Siria Turchia

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Il primo ministro ungherese, Victor Orban, ha accusato il premier italiano, Giuseppe Conte, di avere un atteggiamento “troppo rilassato” sul tema immigrazione e ha sottolineato che l’Ungheria può aiutare l’Italia a proteggere i propri confini

“Se necessario, possiamo provvedere alla protezione di alcune zone di confine con l’Italia”, ha dichiarato Orban, durante un congresso del suo partito, Fidesz, che si è tenuto il 29 settembre. “Anche se autorizzi l’ingresso di migranti irregolari nel tuo Paese, puoi comunque impegnarti a trasportare un numero significativo di questi dall’Italia ai loro Paesi di origine”, ha aggiunto. Secondo Orban, gli Stati dell’Europa centrale sono gli unici che stanno proteggendo le frontiere esterne del vecchio continente. A tale proposito, Orban ha accusato il Primo Ministro italiano, Giuseppe Conte, di avere una politica sull’immigrazione eccessivamente rilassata.

L’Ungheria, con il sostegno dei suoi partner nel gruppo di Visegrad, che include la Repubblica Ceca, la Polonia e la Slovacchia, ha rafforzato i controlli ai suoi confini come parte delle misure di sicurezza contro i migranti irregolari. Nello specifico, Orban ha supportato la costruzione di una recinzione di filo spinato lungo i confini con Serbia e Croazia per fermare l’afflusso di persone da oriente. Inoltre, secondo la legge ungherese, i migranti irregolari, compresi i bambini, devono rimanere nei campi di frontiera, durante il periodo di tempo in cui attendono la risposta alla propria domanda di asilo.

Il premier Conte guida un nuovo governo di coalizione formato dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, in carica a partire dal 5 settembre 2019. Il primo ministro ha parlato di immigrazione di fronte alla comunità internazionale il 24 settembre, in occasione del suo intervento presso la 74° sessione plenaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In tale discorso, Conte ha marcato una netta discontinuità con le posizioni del suo primo governo, formato da Movimento 5 Stelle e dalla Lega e caratterizzato dalla chiusura dei porti, supportata dal’ex ministro Matteo Salvini. Il premier del nuovo governo ha, invece, sottolineato la responsabilità dell’Italia nel promuovere il rispetto dei diritti umani degli individui, anche nella grave crisi migratoria attuale. 

Conte ha annunciato ai delegati dell’ONU e ai leader del mondo di avere come obiettivo “un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti tra vari Paesi europei”, il quale “va concretizzandosi”. Tale meccanismo, ha spiegato il premier italiano, consentirebbe il “passaggio da una gestione emergenziale del fenomeno migratorio ad una strutturale fondata su un partenariato tra Stati”, il che consente di affermare che “l’Italia non è più sola”. Tuttavia, ha reso noto Conte, “la migrazione ha cause profonde, che rendono necessario associare azioni immediate a una prospettiva e una visione di lungo periodo. È dunque alla rimozione di queste cause profonde che dobbiamo tutti lavorare”.

Il lavoro dell’Italia, “quale membro del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite per il triennio 2019-2021”, è quindi concentrato sulla “promozione dei diritti umani” e sulla “prevenzione dei conflitti”. A tale riguardo, Conte ha rivelato che l’Italia contribuisce “con orgoglio al peacekeeping onusiano, fornendo le nostre migliori Forze e le nostre migliori tecnologie”. In tale ambito, Conte ha dichiarato: “Dobbiamo ricorrere in maniera più sistematica agli strumenti di soluzione pacifica delle controversie che sono a nostra disposizione, a partire dalla mediazione, e coinvolgere in questo sforzo tutti i settori della società, incluse le donne, inclusi i giovani”, soprattutto nel “Mediterraneo allargato”, ha dichiarato Conte, il quale ha altresì aggiunto che “tra le priorità strategiche per l’Italia rientra proprio la stabilizzazione promossa dall’ONU per assicurare condizioni propizie allo sviluppo di una regione cui la nostra sicurezza e prosperità sono strettamente legate”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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