Migranti, Grecia: incendio doloso in centro di accoglienza, almeno 2 morti

Pubblicato il 30 settembre 2019 alle 16:16 in Grecia Immigrazione

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Almeno 2 migranti hanno perso la vita a causa di un incendio doloso nel centro di accoglienza di Moria, sull’isola di Lesbo, domenica 29 settembre.

A renderlo noto è stato il portavoce della polizia greca, Theodoros Chronopoulos, il quale ha altresì rivelato che un primo incendio è stato appiccato dai migranti, nel pomeriggio di domenica 29 settembre, contro un ulivo situato all’esterno del centro di accoglienza, mentre un secondo incendio ha colpito l’interno della struttura di Moria. 

Secondo quanto rivelato, a seguito dell’incendio, i migranti del centro di accoglienza dell’Egeo hanno avviato una rivolta a causa dei prolungati tempi di attesa per l’arrivo dei vigili del fuoco.

Dopo che l’incendio è stato estinto, però, le forze di polizia hanno lanciato gas lacrimogeno contro i migranti in rivolta, mentre altri ufficiali dell’esercito sono stati inviati d’urgenza da Atene a Lesbo a bordo di aerei C-130 al fine di contenere l’emergenza.

Secondo quanto riportato dal The New Arab, alcuni ufficiali di polizia in servizio presso l’isola di Lesbo hanno rivelato che a causa dell’incendio una donna e un bambino hanno perso la vita.

Un testimone dell’accaduto, invece, il quale è un migrante afghano, ha rivelato che ad aver perso la vita a causa dell’incendio nel centro di accoglienza di Moria sono in realità una donna e due bambini. Il cittadino afghano ha altresì reso noto che l’incendio ha colpito circa 7 container utilizzati come abitazioni.

Nel frattempo, secondo quanto rivelato, il viceministro per la protezione dei cittadini, Lefteris Economou, si sta recando di urgenza a Lesbo insieme al Capo nazionale della Polizia e del Segretario generale per le politiche migratorie.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 25 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 79.096, di cui 63.167 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909, di cui 640 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 22 settembre 2019, sono giunti 41.615 migranti in Grecia, 21.215 in Spagna, 7.043 in Italia, 4.944 a Cipro e 2.708 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 21%. 

Per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 25 settembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare 36.128 migranti, ovvero 10.948 in più dello scorso anno.  I centri di accoglienza presenti sulle isole dell’Egeo, inoltre, secondo le stime, sono nel complesso popolati da circa 28.000 migranti, a fronte di una capienza per circa 10.000 persone. Nonostante migliaia di migranti siano stati considerati vulnerabili a causa della loro età o dei problemi di salute, non possono in ogni caso essere trasferiti a causa del sovraffollamento dei centri di accoglienza anche dell’entroterra.  

In virtù di tali cifre, l’Unione Europea aveva avanzato i propri dubbi in merito alla possibile responsabilità di Ankara dell’aumento degli sbarchi in Grecia, ma la Turchia aveva smentito quanto ipotizzato, fornendo i propri dati, secondo cui nei primi 8 mesi del 2018 i migranti che avevano raggiunto la Grecia dalla Turchia erano stati 30.842, mentre nel 2019 sono stati 29.025. Da parte sua, il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, ha incontrato, per la prima volta in tale clima di emergenza, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, mercoledì 24 settembre, a margine della 74esima sessione plenaria dell’Assemblea generale dell’ONU. Nel corso dell’incontro, i due leader hanno assicurato il reciproco impegno ad assicurare la stabilità della regione, in riferimento, secondo quanto reso noto da Mitsotakis al termine del vertice, “sia al fenomeno migratorio, sia alla questione cipriota”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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