Marocco: barcone di migranti affonda vicino Casablanca, ritrovati 12 corpi

Pubblicato il 30 settembre 2019 alle 11:05 in Africa Immigrazione Marocco

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I corpi di 12 migranti marocchini sono stati ritrovati su una spiaggia nei pressi della città di Casablanca dopo che il barcone sul quale viaggiavano è affondato mentre si dirigeva verso la Spagna. Le vittime, tra cui una donna, sono state rinvenute ad Ain Harrouda, sulla costa atlantica del regno. Tre sopravvissuti sono stati trovati incoscienti e portati in ospedale. Il numero originario dei migranti a bordo del barcone è tuttora sconosciuto. I servizi d’emergenza marocchini hanno messo in atto operazioni di salvataggio per trovare altri possibili sopravvissuti. La polizia ha aperto un’indagine per determinare le circostanze del caso e arrestare la rete di trafficanti che ha organizzato l’operazione.

Negli ultimi anni, il Marocco ha dovuto affrontare la pressione dell’immigrazione irregolare dovuta all’alto numero di persone che cercano di utilizzare il Paese come zona di transito prima di raggiungere l’Europa. Lo scorso mese, il portavoce del governo marocchino, Mustapha El Khalfi, ha riferito che i servizi di sicurezza hanno bloccato 57.000 tentativi di passaggio migratorio irregolare dall’inizio del 2019. Gli ufficiali hanno altresì affermato che la polizia marocchina è riuscita a smantellare circa 100 reti di migranti clandestini. Le autorità di Rabat chiedono ormai da diverso tempo alla Spagna di condividere l’impegno nell’affrontare l’emergenza della crisi migratoria. Nel mese di agosto, il Direttore della migrazione e della sorveglianza delle frontiere presso il Ministero dell’Interno, Khalid Zerouali, ha detto in un’intervista al quotidiano El Diario che “la sicurezza dei confini è responsabilità di tutti i Paesi e tutti devono contribuire a rendere la battaglia contro il crimine transfrontaliero una guerra effettiva”.

Da gennaio, oltre 15.000 migranti sono arrivati in Spagna via mare, secondo le autorità di Madrid. Molti di loro partono dalla costa settentrionale del Marocco, distante solo poche decine di chilometri dal Sud della Spagna. Stando a dati ufficiali del governo di Rabat, nel 2018, le autorità hanno frenato circa 89.000 casi di immigrazione clandestina, inclusi 29.000 tentativi via mare. 

Di fronte all’aumento dei flussi migratori, nel 2018, l’Unione Europea ha stanziato, per il Marocco, 140 milioni di euro di aiuti, con l’obiettivo di contrastare l’immigrazione irregolare, smantellare le reti di trafficanti e proteggere i migranti da situazioni di vulnerabilità. Inoltre, il Ministero dell’Interno spagnolo, nel mese di giugno scorso, ha promesso al Marocco lo stanziamento di 26 milioni di euro per sostenere gli sforzi profusi per contrastare il flusso di migranti irregolari diretti in Europa. La Spagna ha altresì rappresentato un megafono per il Marocco al tavolo delle discussioni in ambito europeo, in cui ha evidenziato come il contributo finanziario dell’Unione Europea non sia sufficiente a porre fine al problema.

Secondo l’Associazione marocchina per i diritti umani, l’immigrazione irregolare genera un ingente profitto per i trafficanti, che guadagnano tra i 2.000 e i 5.000 euro per ogni migrante che attraversa il Mediterraneo. A tal proposito, la stessa associazione ha criticato le autorità marocchine, affermando che il governo ha perseguito e bloccato le vittime invece di concentrarsi sui trafficanti.

Nel 2018, il Marocco è divenuto il punto di partenza principale per i migranti diretti verso l’Europa, superando la Libia, dove il sostegno dell’Unione Europea alle autorità della Guardia Costiera ha portato ad un miglioramento significativo della questione. Il regno maghrebino dista solo 14 km dalla costa spagnola e condivide i propri confini con due enclave poste a Nord, anch’esse spagnole, Ceuta e Melilla. Queste ultime sono circondate da una rete con filo spinato alta 6 metri. Il governo marocchino si sta adoperando per costruire un’ulteriore barriera di 3 metri all’interno del proprio territorio al confine con Ceuta, con l’obiettivo di ostacolare il passaggio al confine.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.