La Spagna nel mirino dei seguaci dell’ISIS

Pubblicato il 30 settembre 2019 alle 7:55 in Europa Spagna

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L’uso dello spagnolo nei messaggi jihadisti è aumentato dopo l’arresto di una donna che minacciava un attentato a Santiago de Compostela. Molte piattaforme jihadiste non ufficiali hanno la Spagna tra i loro obiettivi e diffondono il loro contenuto terroristico attraverso i loro canali di Telegram, secondo il quotidiano madrileno El Mundo.

Lucía Expósito, una quarantancinquenne di Viveiro, in Galizia, nel nord-ovest del paese, è diventata un “elemento estremamente pericoloso” lo scorso luglio ed è stata arrestata. Secondo gli investigatori della Guardia Civil, ad un certo punto la sua mente, “con evidenti elementi psicopatici”, ha vissuto una “scintilla” ed è passata dal sentirsi una donna musulmana a considerarsi “la più grande musulmana del mondo, un’altra della comunità di credenti dell’Islam, con una sola missione nella vita che doveva diventare un membro della jihad “.

Viveva da sola, non aveva amici e tornata dalle Isole Canarie, dove viveva, i vicini hanno avuto la sensazione che ci fosse qualcosa che non andava. La sentirono anche dire che “Allah avrebbe punito Viveiro per aver portato in processione i santi in Settimana Santa”. Era stata arrestata un anno prima perché aveva minacciato di fare a Santiago de Compostela un attentato simile a quello delle Ramblas di Barcellona del 17 agosto 2017, che causò 16 morti. Gli agenti hanno verificato che la donna aveva adottato tutti i tipi di misure di sicurezza, sia fisiche che on-line.

Dalle indagini è risultato che stava cercando di attirare l’attenzione di qualche cellula dell’ISIS affinché la contattasse per “diventare uno strumento di Allah”. Non ci è riuscita. “Era preparata e aveva persino minacciato pubblicamente di prendere un furgone e imitare l’attacco delle Ramblas. L’unica cosa che lo ha impedito è che non ha trovato nessuno che la guidasse con precisione” – spiegano fonti della Guardia Civil.

L’arresto, tuttavia, ha fatto sì che almeno in una piattaforma jihadista siano comparse minacce personali nei confronti di uno dei giudici del tribunale nazionale che hanno ordinato l’arresto della donna. Ci sono pochi precedenti e nessuno è andato oltre. Le minacce sono state emesse da un’agenzia chiamata Muntasir Media, al momento sotto inchiesta, che ha pubblicato un video indirizzato al magistrato in cui si dice: “Morirai con una bomba”.

Lucia Expósito è stata, secondo gli inquirenti, la causa scatenante. Fonti della Guardia Civil segnalano che nel nonostante fosse “praticamente sconosciuta”, il suo arresto è considerato su diverse piattaforme jihadiste on-line una “sfida” da parte dello stato Spagnolo. Da quel momento, infatti, i jihadisti hanno rafforzato la loro campagna contro coloro che agiscono contro di loro e specialmente “contro quelli che arrestano le donne che annunciano che vogliono eseguire la jihad”. Molte di queste minacce sono rivolte alla Spagna, l’uso della lingua spagnola nei messaggi è aumentato considerevolmente – segnalano gli inquirenti – ed è difficile individuare non solo le piattaforme, ma anche coloro che ci sono dietro, perché non sono in territorio nazionale.

La piattaforma che diffonde minacce sul caso Expósito è parte di un fenomeno di atomizzazione del sistema di diffusione del discorso dell’Isis, scoppiato dopo la sconfitta dello Stato islamico in Siria. Con i combattenti, scompare anche la potente rete pubblicitaria del califfato, ma compaiono piattaforme non ufficiali che, con l’approvazione dello Stato Islamico, diffondono il contenuto di questo e il loro attraverso i canali di Telegram. Il funzionamento di Telegram garantisce che la distribuzione aumenti in modo quasi esponenziale, non lineare.

Secondo quanto riporta sempre El Mundo, Carlos Seisdedos, responsabile della Cyberintelligence presso Internet Security Auditor, ha monitorato i canali utilizzati dalle piattaforme relative all’Isis e ne ha contati 1.622 nel primo semestre del 2019. Sono solo una parte di quelli realmente esistenti, ma hanno diffuso quasi tre milioni messaggi jihadisti. In tutto il 2018 ce n’erano quattro. Il fenomeno di atomizzazione è evidente.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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