Hong Kong: ancora proteste violente e scontri tra manifestanti e polizia

Pubblicato il 30 settembre 2019 alle 6:00 in Asia Hong Kong

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La polizia di Hong Kong ha fatto uso di idranti, proiettili di gomma e lacrimogeni contro i manifestanti che lanciavano molotov, domenica 29 settembre, in una delle più violente proteste settimanali locali che si siano verificate negli oltre 3 mesi di agitazioni antigovernative.

Scontri continuativi si sono verificati nel distretto commerciale di Causeway Bay, nell’area di Wan Chai, nota per i locali notturni, e nel distretto Admiralty degli uffici del governo centrale, in seguito a una notte di violenti contrasti tra i manifestanti e le forze dell’ordine  della città a guida cinese, dove numerose strade centrali sono state teatro di incendi divampati fin dall’alba. Altre proteste sono poi programmate per il primo ottobre, che coincide con il giorno nazionale cinese, che segna il 70imo anniversario dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

Le forze dell’ordine hanno lanciato lacrimogeni dal tetto del Consiglio Legislativo, il quale era già stato preso d’assalto dagli attivisti nei primi giorni di luglio. I manifestanti, in gran parte vestiti di nero e con indosso maschere per occultare la loro identità, si sono riparati dai lacrimogeni dietro ombrelli, e alcuni hanno rilanciato le bombole contro la polizia. Altri hanno invece innalzato barricate con trolley, bidoni dell’immondizia e altri oggetti improvvisati. Un manifestante ha lanciato una molotov contro la polizia alla fermata metro Wan Chai. Altri hanno tentato, fallendo, di rompere le telecamere dei distributori ATM di Bank of China. Almeno una molotov è stata scagliata al suolo negli uffici del governo centrale, dove ha causato la deflagrazione di numerose finestre. Le violenze sono andate avanti fino al pomeriggio.

La polizia ha effettuato vari arresti, spesso di interi gruppi di persone che si trovavano nelle strade.

Il governo ha reso noto che la leader di Hong Kong, Carrie Lam, sarà fuori città per il giorno nazionale cinese, nonostante la donna avesse inviato inviti per le celebrazioni locali. Lam, centro focale di settimane di proteste antigovernative, partirà alla volta di Pechino nella giornata di lunedì 30 settembre, e tornerà a Hong Kong nella notte di martedì, minimizzando così le possibilità che si verifichino scontri all’aeroporto, target principale dei manifestanti in rivolta.

Anche nella giornata di domenica, i manifestanti hanno inneggiato slogan contro la Cina e hanno fatto appello al governo affinché esaudisca le loro 5 richieste, “non una di meno”, tra cui il suffragio universale e la dismissione di ogni accusa pendente contro i manifestanti che sono stati arrestati.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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