Austria: si chiude l’Ibizagate, Kurz rivince, ma serve coalizione

Pubblicato il 30 settembre 2019 alle 20:15 in Austria Europa

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Il partito conservatore austriaco, guidato da Sebastian Kurz, ha vinto le elezioni politiche con oltre 15 punti di distacco dal secondo partito, i social democratici, ma ciò non è bastato a ottenere la maggioranza parlamentare.

Sono giunte al termine le elezioni in Austria, convocate lo scorso maggio con lo scoppio dell’ “Ibizagate”, uno scandalo che aveva coinvolto il partito del leader austriaco 33enne, Kurtz, il cui vice cancelliere, Heinz-Christian Strache, era stato ripreso  mentre prometteva, in una villa nell’isola delle Baleari, incarichi di governo a una donna che fingeva di essere la nipote di un oligarca russo.

Nonostante lo scandalo, l’ex premier, ora rieletto, ha dimostrato di poter ancora contare sul proprio elettorato, anche in misura maggiore rispetto alle precedenti elezioni, quando aveva totalizzato circa il 6% dei consensi in meno.

Di contro, l’ex partito di cui Kurz faceva parte, il “Partito della Libertà”, di estrema destra, ha riscontrato un calo di consensi pari al 15%, arrivando terzo su scala nazionale.

Nonostante la sua chiara vittoria, però, Kurz dovrà ora cercare degli alleati per formare un governo, non avendo ottenuto la maggioranza parlamentare.

Secondo quanto riportato dalla BBC, Kurz ha davanti a sé due opzioni.

La prima è una alleanza con il suo ex partito, il Partito della Libertà, il quale, però, è stato anche il fautore dello scandalo “Ibizagate”.

Una seconda opzione vede invece un patto tripartito tra Kurz, i Verdi, che hanno totalizzato il 14%, e il partito liberale “Neos”, il quale ha riscontrato il 7.8% dei consensi degli elettori.

I negoziati, però, sottolinea la BBC, saranno molto difficili e potranno protrarsi per settimane.

Da parte sua, il leader dei Verdi non ha escluso la possibilità di entrare in coalizione, ma ha dichiarato di desiderare “un cambiamento radicale” delle politiche di estrema destra adottate nel corso dello scorso mandato affinché ciò avvenga.

Per quanto invece riguarda l’ex partito di Kurz, il Partito della Libertà, il leader, Norbert Hofer, ha dichiarato che il risultato ottenuto “significa che ci si deve preparare al lavoro nell’opposizione” e che il suo partito non sarebbe stato incluso nelle trattative per formare la coalizione di governo.

Prima delle elezioni, Kurz aveva preannunciato che, in caso di vittoria, avrebbe dialogato con tutti i partiti in cerca di una coalizione.

Il 27 maggio, Kurz era stato sfiduciato con 103 voti a favore su 183, dopo il cosiddetto “Ibizagate”, lo scandalo che aveva colpito alcuni membri del suo governo, tra cui in primis il vice cancelliere e leader dell’estrema destra Heinz-Christian Strache, nonché presidente del Partito della Libertà austriaco (FPÖ) dal 23 aprile 2005, membro del Nationalrat (il Parlamento nazionale) e consigliere comunale a Vienna. Strache, il 18 maggio, aveva annunciato le sue dimissioni dopo la diffusione di un video “catastrofico” risalente al 2017. Nel filmato, Strache, in presenza di una donna, la presunta nipote di un oligarca russo, offriva favoritismi e agganci contrattuali a una società in cambio di sostegno politico e finanziario. Il video risaliva a poco prima delle elezioni che lo avevano portato al potere, ed era circolato in rete tramite i media tedeschi dal pomeriggio di venerdì 17 maggio 2019. 

Le scorse elezioni erano state convocate nel maggio 2017, quando l’allora coalizione di governo, guidata dal cancelliere Christian Kern, dei Socialdemocratici, e dal partito di Kurz, era venuta meno, portando alle elezioni anticipate il governo dopo solo 12 mesi di attività. Successivamente, il 15 ottobre, il Partito Popolare di Kurz era risultato vincitore e aveva formato una coalizione con il Partito della Libertà, arrivato terzo alle elezioni. Il governo del Partito Popolare di Kurz in coalizione con il Partito della Libertà, formato il 15 dicembre 2017, aveva segnato la prima volta in più di dieci anni che al governo austriaco figurava l’estrema destra.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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