Libia: 71 migranti soccorsi in mare tentano la fuga

Pubblicato il 29 settembre 2019 alle 17:39 in Immigrazione Libia

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Almeno 71 migranti illegali sono stati soccorsi dopo 4 giorni in mare e portati in salvo sulla terra ferma in Libia a est della capitale, Tripoli, nella mattina di domenica 29 settembre. Tuttavia, il gruppo si è poi dato alla fuga, e non sono attualmente in atto tentativi di inseguimento da parte delle autorità.

L’agenzia per i rifugiati dell’Onu, nella sera di sabato 28 settembre, ha reso noto che un gommone con a bordo un gruppo di migranti si era capovolto a largo delle coste libiche, e che la Guardia Costiera del Paese nordafricano aveva mobilitato una motovedetta per il loro salvataggio. L’intero gruppo è stato recuperato e riportato sulla terraferma, e nessun migrante ha perso la vita o è rimasto ferito, nonostante 2 di loro versassero in precarie condizioni di salute dopo 4 giorni in mare senza né cibo né acqua. Un ufficiale della marina locale ha spiegato che i migranti, che si trovavano nella cittadina di Al-Khums, circa 120 km a est di Tripoli, hanno ricevuto assistenza medica e beni di prima necessità, ma poi, intorno alle 9.30 del mattino successivo, domenica 29 settembre, sono improvvisamente fuggiti. La fonte ha aggiunto che non sono stati impartiti ordini in merito all’inseguimento e alla cattura dei migranti, Un portavoce del Guardacoste tripolino, Ayoub Qassem, ha confermato l’avvenuta operazione si salvataggio di sabato, e ha spiegato che, dopo vari tentativi fallimentari di trasportare il gruppo presso un centro d’accoglienza, gli individui sono stati rilasciati.

Sono migliaia i migranti stipati nei centri di detenzione e accoglienza libici, in quelle che, a detta di numerosi gruppi e associazioni umanitarie, sono spesso condizioni disumane. La Libia è uno dei principali punti di partenza per i migranti africani che, in fuga da guerre e povertà, tentano la fortuna imbarcandosi alla volta dell’Italia su gommoni e barche improvvisate. La maggior parte di loro è tuttavia intercettata dalla Guardia Costiera nazionale, la quale è stata addestrata dall’omologa italiana, e viene poi rimpatriata in Libia in base agli accordi stretti con l’Unione Europea.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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