Giappone: quanto costano i sistemi americani per contrastare i missili nordcoreani

Pubblicato il 29 settembre 2019 alle 6:47 in Giappone USA e Canada

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I test su 2 intercettori di missili balistici, di fabbricazione americana, che il Giappone intende effettuare, si aggiungeranno alle spese militari di Tokyo e costeranno al Paese altri 500 milioni di dollari. In particolare, tali sistemi devono essere testati per capire se funzioneranno adeguatamente e se riusciranno ad abbattere l’ultimo modello di missili nordcoreani, afferma la compagnia americana che si occupa della costruzione degli intercettori, la Lockheed Martin.

“Il Giappone è in attesa di notizie da parte della US Missile Defense Agency per sapere quali test saranno necessari”, ha affermato una fonte interna del governo giapponese. Effettuati nelle Hawaii, tali test costeranno a Tokyo circa 100 milioni di dollari per lancio.

Come parte di un importante potenziamento della difesa, il Giappone ha accettato di acquistare, nel 2018, i siti terrestri Aegis Ashore offerti da Washington, respingendo un nuovo radar della US Navy, offerto dalla compagnia Raytheon Co, a favore di uno progettato dalla rivale Lockheed Martin Corp. Il ministro della Difesa giapponese di allora, Itsunori Onodera, non sapeva che avrebbe dovuto sostenere anche le spese dei lanci missilistici necessari a testare i radar della Lockheed. Secondo quanto riferito da fonti governative, il Ministero credeva che i test simulati al computer fossero sufficienti.

“Questo argomento sarà affrontato nelle discussioni tra governo e governo”, ha detto la portavoce di Lockheed Martin, Mona Neuhass. “Indipendentemente dal radar selezionato, sarà richiesto un test antincendio per verificare il circuito di controllo del fuoco”, ha aggiunto. Finora, il Giappone ha stanziato 1,2 miliardi di dollari per l’hardware dell’Aegis Ashore, ma prevede costi ulteriori, tra cui le spese di costruzione e manutenzione valide per tre decenni, che potrebbero portare il bilancio finale sui 2 intercettori di missili balistici a 4,31 miliardi di dollari.

Il governo giapponese, tra i primi 3 compratori esteri di armi americane negli ultimi 3 anni, dovrà adesso spiegare le spese aggiuntive che sarà necessario effettuare su un progetto di per sé già multimiliardario. Il contratto per i sistemi Aegis Ashore, tuttavia, non è ancora stato firmato. Secondo i piani, gli intercettori dovrebbero però essere pienamente operativi entro il 2024. “Potrebbe essere un’opportunità per il Giappone per ripensare ai sistemi Aegis Ashore in favore di una difesa aerea antimissilistica integrata”, ha affermato una delle fonti governative, che ha familiarità con la pianificazione militare del Giappone, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters. La difesa aerea antimissilistica integrata (IAMD) è un approccio più ampio, con componenti multiple in grado di contrastare minacce come le testate che si tuffano dallo spazio o i lanci di missili a bassa quota, come quelli da crociera.  

Quest’anno la Corea del Nord ha testato missili balistici le cui testate sarebbero in grado di muoversi in volo, rendendoli più difficili da abbattere. Secondo quanto riferito da un parlamentare dell’opposizione e direttore della divisione sulla sicurezza, Hiranao Honda, i costi aggiuntivi dimostrano che il programma andrebbe chiuso. “Ci sono una serie di costi che devono ancora essere preventivati, come la costruzione, e dobbiamo ancora pagare per i missili. In più, non c’è stata nessuna spiegazione valida da parte del governo”, ha dichiarato Honda, chiedendo al Ministero della Difesa sui costi di fornire maggiori dettagli sui sistemi Aegis Ashore.

In questo momento il Giappone è preoccupato per le capacità missilistiche della Corea del Nord che, secondo quanto dichiarato il 27 agosto dall’attuale ministro della Difesa, Takeshi Iwaya, rischiano di penetrare e abbattere lo scudo balistico di difesa giapponese. Il Giappone e gli Stati Uniti possiedono cacciatorpediniere Aegis dispiegati nel Mar del Giappone e armati con missili intercettori progettati per distruggere le testate nello spazio. Tokyo prevede di costruire le altre 2 batterie di intercettori Aegis per rafforzare il suo scudo missilistico balistico. Tali sistemi di difesa, tuttavia, sono progettati per contrastare i proiettili su traiettorie regolari e quindi prevedibili, e qualsiasi variazione nel percorso di volo renderebbe più difficile l’intercettazione. L’analisi dettagliata degli ultimi lanci della Corea del Nord è stata effettuata grazie al supporto degli Stati Uniti e sembrerebbe aver individuato traiettorie irregolari negli ultimi lanci di missili da parte di Pyongyang.

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Chiara Gentili

di Redazione

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