Nigeria: ucciso dall’ISIS uno dei 6 ostaggi della ONG Action Against Hunger

Pubblicato il 28 settembre 2019 alle 7:14 in Africa Nigeria

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Un gruppo armato africano, allineato all’organizzazione dello Stato Islamico, ha rivendicato l’uccisione di uno dei 6 cittadini rapidi il 19 luglio in Nigeria durante un attacco contro il convoglio di una ONG. “I militanti che tengono prigioniero un dipendente di Action Against Hunger, due autisti e tre membri del personale del Ministero della salute, hanno giustiziato un ostaggio”, ha riferito con una nota la dirigenza dell’organizzazione non governativa, senza fornire dettagli sull’identità della vittima. “Action Against Hunger condanna nei termini più forti tale assassinio e chiede con urgenza il rilascio degli ostaggi”, ha aggiunto la dichiarazione. L’ente benefico ha poi affermato di essere “estremamente preoccupato per la situazione ma pienamente mobilitato per garantire che gli ostaggi rimanenti possano essere liberati rapidamente e in sicurezza e ricongiunti con le loro famiglie”.

Il gruppo responsabile dell’agguato è lo Stato islamico dell’Africa Occidnetale (ISWA), una fazione scissionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà al capo dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi. Il giorno dopo il rapimento, i militanti hanno pubblicato un video dove appare uno dei 6 ostaggi, una donna, con i suoi 5 colleghi uomini dietro di lei, che implora il rilascio di tutti e chiede la libertà. Dietro di loro, un telo con il logo dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, la UNHCR. Nel videomessaggio, in base alle parole del sito nigeriano The Cable, gli ostaggi “sembravano in buone condizioni di salute” e dichiaravano di “essere stati rapiti da un esercito chiamato Khalifa”, ma di non sapere la loro posizione.

Secondo quanto ricostruito dalle autorità, il rapimento era nei pressi della città di Damasak, nella regione del Borno, al confine con il Niger. Lì, un gruppo di uomini armati aveva sparato contro un veicolo della ONG, uccidendo l’autista e prendendo in ostaggio i 6 volontari, tutti di nazionalità nigeriana. L’area della regione del Borno, dove è avvenuto il rapimento, è epicentro delle attività dell’organizzazione fondamentalista nigeriana di Boko Haram, attiva nel Paese africano dal 2009 e dal 2015 affiliata dell’ISIS.

Il 22 settembre, l’esercito nigeriano stanziato nelle regioni nordorientali del Paese ha inoltre costretto Action Against Hunger a chiudere i suoi uffici locali, accusandola di supportare, con le sue attività, i gruppi terroristici dell’area, ovvero Boko Haram e lo Stato Islamico. L’agenzia umanitaria internazionale, con sedi in più di 50 Paesi del mondo, ha riferito che alcuni soldati nigeriani si sono presentati nel suo ufficio di Maiduguri, nello Stato regionale del Borno, e ne hanno ordinato la chiusura immediata. Il vicedirettore delle relazioni pubbliche dell’esercito, il colonnello Aldo Isa, ha affermato che Action Against Hunger era stata più volte accusata di aiutare e favoreggiare le organizzazioni terroristiche fornendo loro cibo e droghe. Anche un’altra agenzia umanitaria internazionale, Mercy Corps, ha riferito di aver sospeso le sue operazioni in due Stati nordorientali della Nigeria a causa degli attacchi dei gruppi armati. L’esercito nigeriano aveva già ordinato la chiusura di 4 dei suoi uffici nella regione.

Tali episodi sollevano le preoccupazioni del governo di Abuja sulle aggressioni contro il personale umanitario innescate dalle violenze dei militanti di Boko Haram. Si tratta di un gruppo jihadista nigeriano che da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 30.000 persone e causato l’abbandono delle proprie case da parte di circa 2,6 milioni di cittadini. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, oltre al Camerun, anche il Niger e il Ciad, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Nel corso del 2017, secondo le stime del Country Report on Terrorism del governo americano, Boko Haram e lo Stato islamico dell’Africa Occidnetale (ISWA) hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, che hanno causato 1278 morti e 949 feriti, posizionandosi al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo ISIS, Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. 

La Nigeria è una delle nazioni più influenti della regione occidentale dell’Africa e possiede l’economia più prosperosa di tutto il continente. Oltre a essere la principale produttrice di petrolio del continente, è settima al mondo in materia di produzione di gas naturale. Secondo le Nazioni Unite, tuttavia, circa 7.1 milioni di persone nel Paese necessitano di assistenza umanitaria.

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Chiara Gentili

di Redazione

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